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Domani 22 settembre equinozio d’autunno . La storia, i riti ecc.

Arriva l’equinozio di settembre, l’inizio astronomico dell’autunno. Ecco quando sarà quest’anno e perchè

di Carlo Migliore

. Nella mitologia greca, l’equinozio d’autunno è associato al mito di Demetra e Persefone. Quando Persefone viene rapita da Ade e portata negli inferi, sua madre Demetra, dea della fertilità e dell’agricoltura, è così addolorata che la terra diventa sterile. L’accordo che permette a Persefone di tornare sulla Terra per sei mesi all’anno corrisponde al ritmo delle stagioni, con la sua risalita che segna la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno.

 Quest’anno l’equinozio d’autunno cadrà esattamente domenica 22 settembre alle 12:44 (ora italiana). In quel preciso istante i raggi del Sole saranno perpendicolari all’asse terrestre, quindi la luce raggiungerà contemporaneamente sia il Polo Nord che il Polo Sud dividendo la Terra esattamente a metà in due porzioni uguali di luce e di buio (12 ore di notte e 12 ore di giorno). Questo particolare momento astronomico è detto anche Punto Omega o Nodo discendente o Primo punto della Libra.

Come per i Solstizi, anche la data degli Equinozi è una data variabile. Quella dell’Equinozio di autunno varia dal 21 al 24 settembre ma capita molto più frequentemente il giorno 22 o il giorno 23. L’anno scorso è caduto il 23 settembre alle ore 6:50 mentre l’anno prossimo cadrà il 22 settembre alle 18:19. E’ molto raro che capiti il 21 o il 24 del mese, l’ultima volta è stato più di mille anni  fa.

Come mai questo sfasamento? Tutto dipende dalla differenza che c’è tra l’anno civile, di 365 giorni esatti e l’anno solare che tiene conto di una rivoluzione completa della Terra attorno al Sole e dura 365 giorni, 5 ore e 49 minuti. Questo tempo in più costituisce un problema e se non se ne tenesse conto, ci troveremmo ogni anno in anticipo di 6 ore circa rispetto alla posizione astronomica, tanto che nel giro di poche centinaia di anni potremmo ritrovarci con le stagioni capovolte e festeggiare ad esempio il Ferragosto con la neve!

Il calendario Gregoriano entrato in vigore il 15 ottobre 1582

Per ovviare al disguido il calendario Gregoriano, quello attualmente in vigore in gran parte del mondo, con l’eccezione di alcuni paesi dell’Asia e del Medio Oriente, aggiunge un giorno ogni 4 anni (sarebbero quelle quasi 6 ore moltiplicate per 4, 24 ore) introducendo l’anno bisestile. Ma se il conto dei giorni ogni 4 anni finisce col tornare corretto, ciò non avviene per le stagioni che ogni anno devono barcamenarsi con quelle famose “quasi” 6 ore in più. Accade dunque che la data di inizio stagione, quale che sia solstizio o equinozio varia di circa 6 ore ogni anno slittando in avanti e poi ripartendo daccapo ogni anno bisestile (che azzera il ritardo).

Per quanto riguarda l’equinozio d’autunno nel 2023 l’ingresso astronomico della stagione è avvenuto il 23 settembre alle ore 6:50. Se il 2024 fosse stato un anno normale avremmo dovuto aggiungere solo 5 ore e 49 minuti ma il 2024 è stato bisestile e quindi quel giorno in più va tolto. Ecco perchè quest’anno avverrà esattamente alle 12:44 del giorno 22 dicembre. Chiaro no?

Ma adesso vi complichiamo un po’ la vita, la correzione di un intero giorno ogni quattro anni è eccessiva perche non sono 6 ore complete ma 5 ore e 49 minuti quindi ogni quattro anni gli equinozi e i solstizi avvengono con circa 45 minuti di anticipo (gli 11 minuti che mancano alle 6 ore moltiplicato per 4 = 44minuti). Per correggere questo effetto vi è la nota regola del calendario gregoriano che sopprime il giorno bisestile per gli anni secolari, tranne quelli divisibili per 400. Ciò comporta un ulteriore leggero slittamento in avanti o all’indietro delle stagioni. A questo si aggiungono delle irregolarità legate ai moti della Terra, nutazione, precessione degli equinozi ecc con altre piccole variazioni. Accade quindi che le due date ordinarie più probabili come quella del 22 o del 23 settembre possano diventare una data straordinaria come quella del 21 settembre o del 24 settembre ma ciò accade molto raramente, con cadenza secolare o persino millenaria.

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