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Riceviamo e pubblichiamo “LETTERA A GESÙ BAMBINO” di mons. Lucio Renna

Riceviamo e pubblichiamo “LETTERA A GESÙ BAMBINO” di mons. Lucio Renna

Caro Gesù bambino,

so bene che, come noi attendiamo Te, Tu attendi noi.

Sta per iniziare la novena, ma il nostro mondo è in subbuglio, non solo per le disastrose guerre che mietono vittime ogni giorno e distruggono interi paesi, riducendoli a macerie, ma anche per varie forme di violenza contro anziani, donne e bambini appena nati e sotterrati nel giardino di casa. C’è voglia sfrenatadi mattanza, meno di animali, poveretti, e più di creature umane.

Il mondo che Tu hai creato così bello, sta diventando un cimitero.

I capi delle nazioni, poi, non esercitano il potere per servire il popolo, ma asservono la gente ai loro malvagi e ingordi interessi espansionistici.

Si potrebbe dire che il mondo è un gigantesco mattatoio dove vengono uccisi gli umani, inclusi ovviamente e tragicamente gli umani che non hanno se non la colpa di essere cittadini del mondo al servizio dei carnefici di turno che stanno continuamente a studiare come imporsi sugli altri a scapito degli innocenti. Un esempio, sia pure minimo, caro Gesù, lo conosci molto bene: appena nato, Erode fece uccidere fanciulli da due anni in giù. Tuttavia, quel che succede oggi è molto drammatico e selvaggio e lo si può definire mattanza umana.

La novena del Tuo natale 2024 si colloca in questo contesto sanguinoso, disastroso.

Come ha scritto il nostro Papa nella lettera enciclica “Dilexit nos”: “Alcuni si domandano se esso (cuore) abbia un significato tuttora valido. Ma quando siamo tentati di navigare in superficie, di vivere di corsa senza sapere alla fine perché, di diventare consumisti insaziabili e schiavi degli ingranaggi di un mercato a cui non interessa il senso della nostra esistenza, abbiamo bisogno di recuperare l’importanza del cuore”.

Fanciullo divino, fratellino amabile, sembra che il tempo odierno abbia strappato il cuore soprattutto ai comandanti ma anche a tanti e tante che se ne fregano della vita altrui. Mi e Ti domando: hai sempre l’intenzione di scendere dalle stelle sulla terra. Una grotta Ti aspetta, che forse è il luogo più abitabile oggi su tante parti della terra distrutte da queste insane guerre. Io spero vivamente, o Gesù, che Tu venga (si fa per dire, perché sei sempre tra noi); ma, Ti prego, trova il modo di portare una enorme dose dia pace. Parlane col Padre e con lo Spirito divino… considerate insieme sul da farsi perché gli umani siano tali non di nome ma di fatto, specialmente coloro che detengono il potere e lo usano per far morire intere popolazioni.

Se posso permettermi, suggerirei di farci riscoprire la bellezza e l’importanza della famiglia, perché, in fondo, un popolo è una grande famiglia composta da famiglie. Forse urge un trapianto generale o quasi di cuore perché l’amore non è più considerato motore della vita personale e collettiva. Un quasi generale trapianto di cuori si impone… siamo anaffettivi… forse amiamo di più gatti e cani e meno figli e parenti.

Dalla singola famiglia, prima cellula della società, il Tuo sguardo si posi, caro Gesù, su tutto il mondo perché gravi situazioni lo stanno sgretolando con ogni forma di violenza privata e militare. I responsabili delle diverse nazioni parlano, parlano, parlano e distruggono interi paesi, lasciando cadaveri di innocenti lungo le strade o gettati in fosse comuni.

Scusami se insisto, ma Tu stesso mi hai incoraggiato a farlo attraverso il profeta Isaia (40, 24-31) e il vangelo di Matteo (11, 30-38). Incoraggiante il tuo invito a tutti coloro che sono stanchi e oppressi di venire a Te per trovare serenità e pace. Noi non siamo affatto sereni perché circondati da guerre e violenze. Ci sei davvero e tanto necessario, amabile Gesù. Vedi Tu che cosa fare e come agire per ridare pace, serenità e gioia, riaccendendo nel mondo la fiaccola della speranza. Viene tra noi in questo Natale come cardiologo con una poderosa scorta di cuori nuovi e, da chirurgo dello spirito, fai gli opportuni trapianti di cuori.

“Il cuore rende possibile qualsiasi legame autentico, perché una relazione che non è costruita con il cuore è incapace di superare la frammentazione dell’individualismo… l’anti cuore è una società sempre più dominata dal narcisismo e dall’autoreferenzialità…” (ivi, 17) e gli altri scompaiono dall’orizzonte… non interessano a coloro che esercitano il potere, sono solo pedine da muovere sulla scacchiera della propria protervia, ingordigia e cattiveria… non importa affatto se l’avversario “se li mangia”… se muoiono… interessa solo di vincere a ogni costo. Che ogni guerra sia una sconfitta della società, non importa agli attuali responsabili delle nazioni.

Tante cose aberranti vorrei presentarti, ma poi mi ricordo che Tu, caro Gesù, sei vero Dio e non ti sfugge nulla di ciò che riguarda le Tue creature. E allora, busserò, busserò e ancora busserò al Tuo cuore, anche se Tu dovessi scocciarTi di me. So che questo non avverrebbe mai, perché sei pazienza infinita. E voglio approfittarne, anche se Tu, per assurdo, dovessi sbattermi in faccia la porta del cielo. Aprila, spalancala questa porta e vieni ancora e sempre, Tu unica nostra speranza di libertà e di pace.

Scusami, sai, se mi permetto a parlarTi così… parlo, come si suol dire, col cuore in mano.

MARANATHÀ, MARANATHÀ, Cristo delle altezze vieni ancora nelle nostre bassezze squinternate da immani tragedie.

                                                                               + Lucio M. Renna

Vescovo Carmelitano

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