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Le truffe de falsi incidenti stradali, pacchi urgenti, finti amici . Come difendersi

Le truffe de falsi incidenti stradali, pacchi urgenti, finti amici. Come difendersi

Fonte BrindisiReport

 Il falso incidente stradale, il finto “amico” di famiglia, un pacco postale “urgente”, dipendenti di banca o appartenenti alle forze dell’ordine in abiti borghesi, telefonate da parte di sedicenti operatori assicurativi, falsi venditori “porta a porta”. Le caserme dei carabinieri del Brindisino (e non solo) continuano a essere inondate di denunce o segnalazioni di truffe ai danni di cittadini, soprattutto anziani, un fenomeno in crescita più dei furti nelle abitazioni. Ad oggi il cittadino deve stare più attento a non incappare nelle varie truffe perpetrate attraverso il telefono o porta a porta che alle irruzioni dei ladri in casa. Fenomeno quest’ultimo che non arretra ma non cresce in maniera esponenziale così come le truffe. I malfattori ne inventano una al giorno. E per questo i carabinieri da qualche tempo hanno iniziato un’opera di prevenzione incontrando cittadini e soprattutto anziani, le fasce deboli, nelle chiese e nei luoghi di aggregazione.

Nei giorni scorsi il comandante della Compagnia di Francavilla Fontana, Capitano Alessandro Genovese, ha tenuto incontri al termine delle celebrazioni eucaristiche presso la Chiesa della Beata Vergine Maria Santissima dei Sette Dolori e quella di Sant’Eligio. In occasione dei seminari informativi e di sensibilizzazione, sono state illustrate alcune delle tecniche criminali più diffuse, al fine di fornire nel contempo dei consigli pratici su come riconoscere i tentativi di truffa e come difendersi di conseguenza. Durante gli incontri, cui hanno preso parte complessivamente 120 persone, soprattutto cittadini meno giovani e i loro familiari, sono stati forniti semplici ma efficaci suggerimenti su come comportarsi per evitare spiacevoli situazioni di cui, spesso, l’ignara vittima si accorge quando ormai è troppo tardi.

Le truffe

Il falso incidente stradale: la vittima viene contattata telefonicamente da uno sconosciuto che si presenta come “avvocato” il cui cliente sarebbe asseritamente rimasto coinvolto in un incidente stradale con il nipote della persona anziana. Tale presunto avvocato suggerisce quindi all’anziana vittima di pagare una somma di denaro per risolvere rapidamente e senza ulteriori più gravi conseguenze la questione, oppure prospettando l’obbligo di pagare una presunta “cauzione” a causa del momentaneo “fermo” del nipote operato dalle forze dell’ordine. I truffatori cercano di agire quindi facendo percepire una gravità tale dell’accaduto, al punto da non consentire il tempo sufficiente per riflettere su quanto si stia effettivamente verificando.

Il finto “amico” di famiglia: talvolta i truffatori sanno come intenerire gli anziani, facendo leva sui loro sentimenti, bontà, generosità e comprensione; sentimenti genuini che gli vengono invece ritorti contro per indurli in buona fede a “regalare” somme di denaro a sconosciuti che, scaltramente entrati in possesso di alcune informazioni personali e familiari delle vittime designate e presentandosi come “amici di vecchia data” dei figli o dei nipoti, una volta carpita la fiducia dell’anziano interlocutore, lo persuadono a rivolgere un dono in contanti per poter far fronte a fittizi problemi economici, spese sanitarie dovute a gravi malattie, la perdita del lavoro o altri problemi di varia natura che, ovviamente, inducono ad un pagamento.

Un pacco postale “urgente”: l’anziano/a viene contattato/a telefonicamente da un presunto dipendente di un ufficio postale o ditta che si occupa del servizio di corriere a domicilio, il quale comunica che, a breve, un collaboratore si recherà a casa dell’anziana vittima per consegnare un pacco “urgente”, il cui destinatario effettivo sarebbe la figlia o il nipote che, per i più svariati motivi, non ha ancora potuto procedere al pagamento; causa per la quale al momento della consegna l’anziano/a dovrà imprescindibilmente corrispondere l’importo dovuto. È bene sapere che i truffatori fanno leva proprio sulla “urgenza”, in quanto induce la vittima a non esitare, instillando il dubbio che la cosa più importante sia quella di non rischiare di perdere il pacco.

Dipendenti di banca o appartenenti alle forze dell’ordine in abiti borghesi: di visite, quando si è in casa, se ne possono ricevere tante, ma non certo quelle degli impiegati di banca, i cui servizi vengono offerti solo presso gli sportelli, per corrispondenza, con carte di credito e online. Particolare attenzione, poi, a chi dice di far parte di enti benefici o religiosi, che, in modo assolutamente più credibile, preavvisano con messaggi nella buca delle lettere e di prassi non inviano volontari nelle abitazioni. O ancora, alla porta si presenta uno o più appartenenti alle Forze dell’Ordine, con un tesserino di riconoscimento a giustificare gli abiti civili? Comportamento del tutto inusuale: Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza operano presso le abitazioni in uniforme e vi giungono con auto di servizio con i colori istituzionali;

Truffe telefoniche, mediante telefonate da parte di sedicenti operatori assicurativi o con messaggi ingannevoli contenenti dei “link” che, se aperti mediante un click, consentono ai malfattori di introdursi con dei virus nei dispositivi mobili delle vittime, impossessandosi di qualsiasi tipo di dato/informazione sensibile. È bene quindi evitare categoricamente di fornire telefonicamente informazioni personali di qualsiasi tipo, soprattutto password/codici pin, nonché prestare attenzione e dubitare subito circa il contenuto di eventuali messaggi inaspettati.

Falsi venditori “porta a porta” che, proponendo l’acquisto di prodotti o lo scambio di beni di valore a condizioni stranamente vantaggiose, riescono ad aggirare gli anziani facendosi consegnare monili in oro.

Come difendersi

Ecco quindi che bisogna alzare la guardia e, prima di lasciarsi convincere, è sempre meglio prendersi il tempo necessario per capire senza fretta se ciò che viene chiesto o proposto dagli sconosciuti sia realmente lecito. Dunque, mai fornire telefonicamente informazioni personali, anagrafiche e bancarie, così come è bene non aprire subito la porta di casa se non si è certi di chi stia bussando/citofonando. Allo stesso modo, è necessario prestare attenzione e non rischiare di farsi distrarre quando fuori casa si presentano due persone o anche più. Non solo.

Curare rapporti di buon vicinato è certamente un ottimo strumento per aiutarsi a vicenda. In tutti questi casi, quando non si sa cosa fare e ci si trova da soli, può essere molto utile semplicemente telefonare ad un parente e chiedere un aiuto o, meglio ancora, chiamare i carabinieri al numero di emergenza 112 per ricevere un immediato ausilio telefonico e per avere il supporto di una pattuglia che potrà raggiungere l’abitazione e svolgere gli accertamenti necessari. Una breve chiamata, spesso, aiuta a evitare brutte sorprese ed è per questo che anche nelle prossime settimane saranno tenuti ulteriori incontri con quante più famiglie e anziani, al fine di instaurare un confronto, in un’ottica di prevenzione del fenomeno. Infatti, soprattutto nell’ultimo periodo, sono diversi i casi di persone, anche anziane, che, grazie ai consigli ricevuti nel corso dei vari incontri, sono riuscite a evitare il raggiro.

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