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PROFESSORE SCARAVENTA STUDENTE CONTRO UN ARMADIETTO. DISTURBAVA LA LEZIONE

PROFESSORE SCARAVENTA STUDENTE DI 13 ANNI CONTRO UN ARMADIETTO. “STAVA DISTURBANDO LA LEZIONE”

Fonte Corriere Salentino

Violenza in un istituto scolastico di Lecce. Professore si scaglia contro due studenti scaraventandoli contro un armadietto. Un’escalation di violenza dettata dalle chiacchiere che i compagni si stavano scambiando durante l’ora di lezione. E uno dei due ragazzi, peraltro problematico e che necessita di un insegnante di sostegno in determinate ore della giornata, finisce in ospedale. Ora una doppia indagine è stata aperta: una interna da parte della dirigente scolastica Maria Tundo e una giudiziaria dopo la denuncia presentata presso il posto fisso di polizia. Violenza tra i banchi della scuola secondaria di primo grado “Stomeo Zimbalo”, in via Siracusa, nella zona della 167 di Lecce, nella mattinata di mercoledì 18 dicembre.

Protagonista in negativo: un professore di musica, supplente a tempo determinato. L’accaduto è messo nero su bianco in una denuncia che la madre di uno dei due ragazzi di 13 anni ha formalizzato nell’immediatezza dei fatti: una ricostruzione di parte su cui sono stati avviati gli accertamenti. Nel bel mezzo della lezione. Ed in classe – una terza – si scatena il putiferio. Davanti a tutti gli altri compagni, ammutoliti e impietriti davanti a quelle scene: urla, pugni sbattuti sul banco, mani strette attorno al collo. Infine uno dei due alunni, peraltro con problematiche comportamentali tanto da necessitare di un insegnante di sostegno in determinate ore, viene scaraventato dal docente contro un armadietto.

Infine, le minacce: “Ti metto sotto con la macchina”. Quando il padre dello studente problematico raggiunge la scuola per riportare il figlio a casa viene avvicinato dagli altri compagni. E gli riferiscono l’accaduto. Il genitore entra nell’istituto per avere un confronto con l’insegnate che, nel frattempo, era già andato via da un paio d’ore. “È un fatto ingiustificabile – commenta a la madre del 13enne – quando mio figlio è arrivato a casa non voleva dirmi nulla, ma ha avuto una crisi di nervi. E ha iniziato a piangere. Siamo andati immediatamente in ospedale”. Visita e accertamenti. E un referto medico: consiglio di una visita dal medico curante ma soprattutto un significativo stato di agitazione. Subito dopo la madre raggiunge gli uffici del posto fisso di polizia per formalizzare una denuncia in cui mette nero su bianco il nome dell’insegnate ricostruendo l’accaduto.

“Se fossimo qui a parlare di minacce solo verbali o di provvedimenti disciplinari – sbotta la madre dell’alunno – non avrei mai pensato di presentare una denuncia ma su un’aggressione fisica non potevo sorvolare”. Peraltro gli atti violenza hanno risvegliato l’indole litigiosa e provocatoria di cui lo studente soffre da tempo. Un problema su cui il ragazzo lavorava da anni vanificati dal comportamento assunto da un suo insegnante. “Da due giorni non va a scuola – confida la madre – ma lui vuole tornare e temo che se dovesse incontrare il professore il suo istinto violento prenderebbe il sopravvento. Ci sentiamo sconfortati. Speravamo che nostro figlio potesse fare dei passi in avanti in questo percorso ma così tutto diventa difficile”. Parallelamente anche la dirigente Maria Tundo ha avviato approfondimenti interni prima di adottare eventuali provvedimenti nei confronti dell’insegnante.

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