Una truffa su Whatsapp, persi oltre 20mila euro

Una truffa su Whatsapp, persi oltre 20mila euro

Un uomo di Francavilla Fontana sarebbe rimasto vittima di una sofisticata truffa legata al trading online, a causa della quale avrebbe perso oltre 20 mila euro in un raggiro ben congegnato. La frode sarebbe stata ben congegnata in tempistiche lunghe: la promessa di facili guadagni facili, prima dell’amara verità. Dopo una prima richiesta di archiviazione da parte della Procura di Brindisi, la gip Vilma Gilli ha accolto l’opposizione all’archiviazione e disposto, venerdì scorso, la prosecuzione delle indagini per dare un volto e un nome ai truffatori. La vittima è assistita dagli avvocati Domenico Attanasi e Marina Della Corte.
La presunta truffa ha preso il via nel giugno 2023, quando la vittima è stata contattata su WhatsApp da un numero con prefisso +44 (Regno Unito). Un uomo sedicente tedesco ma dal cognome spagnoleggiante, capace di scrivere in un buon italiano, ha proposto l’affare. Presentatosi come consulente per una società, esistente e operante nel settore degli investimenti finanziari, l’uomo ha ha spiegato il funzionamento della piattaforma degli investimenti. Un discorso convincente, tanto che la vittima ha ricaricato una Postepay con un importo iniziale utile “a registrarlo tra i clienti della società di trading online”.
Ne è seguito un primo investimento pari a 300 euro: ogni giorno, sul conto c’erano 15 euro in più. Sembrò, quindi, un buon investimento. Un’apparente convenienza che convinse la vittima a spingersi oltre. I due rimasero in contatto tramite (sempre su WhatsApp) e il consulente avrebbe persino utilizzato un software di accesso remoto per controllare il computer del “cliente” a distanza. Per conto della vittima, avrebbe acquistato Bitcoin per circa 5 mila euro, in due tranche, poi versati un portafoglio virtuale (wallet) come indicato dal “consulente”. I profitti, intanto, crescevano o, meglio, sembravano crescere fino a sfiorare il 50 per cento dell’investimento. E, infatti, se l’investitore si fosse defilato in quel momento, probabilmente qualcosa ci avrebbe guadagnato per davvero.
Invece… Gli fu chiesto di raggiungere un investimento di circa 25mila euro (al netto di quanto già ottenuto). Una scommessa allettante, per cui il francavillese versò in un primo momento 3.500 euro e poi ancora altri 8mila euro. In totale, una discreta somma.
Qui successe qualcosa di strano: il tema delle “tasse” da versare. Altri 5mila euro. Seguì una proposta particolarmente esosa: se si arriva a 60mila euro d’investimento, i profitti saranno più alti. Un po’ troppo persino per il fiducioso (e relativamente facoltoso) investitore che infatti rifiutò. Da quel frangente in poi, il sedicente “trader” via via cominciò a sparire al pari dei guadagni. Fino a quando non giunse l’epifania della truffa: né i soldi versati né quelli guadagnati avrebbero potuto essere più prelevati. Questione di “tasse”, fu detto. E 21.800 euro andati in fumo. Se la vittima non si fosse fermata in tempo (più o meno) sarebbero potuti diventare anche 60mila. Ne seguì una denuncia nel mese di ottobre 2023, col pm che chiese l’archiviazione per l’impossibilità di individuare i responsabili. Dell’altro giorno, invece, la decisione della gip di far proseguire le indagini: si cerchi di non far restare impunito quel reato (truffa aggravata), come richiesto dagli avvocati Attanasi e della Corte.
Ampliando la visuale sul fenomeno, si può dedurre che il sistema sia estremamente diffuso, tanto che sul sito della Consob (Commissione nazionale per le società e la borsa) è presente una pagina dedicata a queste truffe. La Consob consiglia sempre di verificare che qualsiasi soggetto che proponga trading online sia autorizzato e iscritto nell’elenco delle “Sim” tenuto dall’autorità o nell’elenco delle imprese di investimento comunitarie che operano in Italia.
Fonte : Lo Strillone News