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Brindisi, telecamere ai semafori: multe al ritmo di 1.200 al mese Sempre più elevato il numero di automobilisti indisciplinati

Brindisi, telecamere ai semafori: multe al ritmo di 1.200 al mese Sempre più elevato il numero di automobilisti indisciplinati
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno
Cifre da capogiro in relazione alle infrazioni (transito con il rosso) rilevate dalle telecamere posizionate presso i due incroci semaforici di viale Aldo Moro e di via Sant’Angelo.
Nei primi sessanta giorni, e quindi nel periodo agosto-settembre, si è viaggiato al ritmo di circa 1.200 multe al mese, mentre ammontano al momento a 2.164 – tenendo conto del tempo necessario all’elaborazione – i verbali già spediti e notificati ai trasgressori.
Circa 40 automobilisti al giorno, dunque, incappano nell’infrazione, a conferma di quanto ancora sia alto il livello di indisciplina dei brindisini mentre sono alla guida. Evidentemente, il deterrente delle telecamere (al momento operanti solo nei due predetti incroci, ma più in là estese anche in corrispondenza di altri semafori) è servito sinora a ben poco e ciò malgrado la sanzione da pagare rappresenti un vero “salasso”, sia dal punto di vista economico, sia anche sotto l’aspetto relativo alla decurtazione di punti sulla patente.
La multa, infatti, se pagata entro i cinque giorni successivi alla notifica, è di 121,90 euro, mentre l’importo sale addirittura a 172 euro nell’ipotesi in cui il versamento avvenga tra il sesto e il sessantesimo giorno (sempre dall’avvenuta notifica del verbale).
Rilevante anche la quantità di punti che vengono sottratti sulla patente del conducente-trasgressore: addirittura sei, come dispone l’art. 146, terzo comma del Codice della Strada.
Sulla carta, quindi, grazie alle telecamere dei semafori di viale Aldo Moro e via Sant’Angelo, nelle casse comunali l’introito giornaliero si attesta sui 5mila euro circa (tenendo conto del pagamento entro cinque giorni), ma nella realtà si tratta di un dato fittizio che non tiene conto dell’eventualità che i trasgressori propongano ricorso (dinanzi al Prefetto o al Giudice di Pace) per chiedere l’annullamento del processo verbale. E di ricorsi, man mano che le multe vengono notificate, iniziano a pioverne in gran quantità, ampliando a dismisura il già consistente carico pendente in tema di contenzioso per il Comune.
La maggior parte degli automobilisti sanzionati si rivolge alle associazioni dei consumatori nell’ottica di risparmiare le spese legali, mentre per quanto concerne i motivi esposti a fondamento dei ricorsi c’è chi pone come presupposto l’assenza di qualsivoglia cartello stradale che segnali la presenza di telecamere ai due incroci, unitamente alla scarsa visibilità che si ha di esse.
C’è anche chi impugna il verbale facendo riferimento alla mancata taratura dello strumento elettronico (la legge impone che ad effettuarla deve essere un ente certificatore) e c’è, infine, chi contesta che il passaggio sia avvenuto quando il semaforo era giallo e non ancora rosso.