Menù principale

CRISTO RE …. a cura di Mons. Lucio Renna

CRISTO RE  –  a cura di Mons. Lucio Renna

Mons. + Lucio M. Renna
Vescovo carmelitano

Incomprensibile, inconcepibile la Tua Regalità, o Cristo, che, pur essendo di natura divina, assumesti la natura umana per stare con noi, come uno di noi, in tutto simile a noi, tranne il peccato. Dove sta la tua regalità? Dicci almeno a cosa dobbiamo pensare quando ne parliamo o la celebriamo. Sinceramente non saprei. Anzi, più ci penso e più mi confondo. Qui, sulla terra, un re ha un regno; ma tu sei re dei re e tutti i regni sono tuoi, in cielo, in terra e in mare. Un re terreno ha un palazzo regale, solenne, lussuoso, imponente; ma tu non hai casa; anzi sei nato in una grotta sgangherata e sbrindellata; vivesti per circa trenta anni nella povera abitazione di Maria a Nazareth e per i restanti tre anni della tua esistenza terrena fosti un senza detto (lo dichiarasti tu stesso), un girovago, una specie di clochard. Un re terreno ha un suo esercito ben allenato all’arte della guerra, con strutture belliche e condottieri adusi all’arte delle armi. Tu fosti circondato da un drappello sparuto di discepoli e, poi, da dodici apostoli problematici al punto tale che uno di loro ti rinnegò per ben tre volte e un altro ti tradì, vendendoti per trenta denari. Si può capire che Re sei tu? I re della terra hanno un trono solenne, artisticamente costruito e tempestato di gemme e ricoperto di oro e argento; su di esso seggono, comandano, prendono decisioni, emanano sanzioni, condannano a supplizi e a esecuzioni capitali; impongono i loro progetti; si fanno obbedire ad ogni costo. Tu, nel tuo cammino durato tre anni, ti sei seduto spesso su pietre quando, da rabbì, insegnavi la tua dottrina, incantando – questo non si può negare! – incantando tutti coloro, uomini e donne di ogni età e città, che ti ascoltavano, benedicendo il grembo che ti aveva partorito e il seno che ti aveva allattato. Tutti pendevano dalle tue labbra, tranne coloro che cospiravano contro di te: farisei, dottori della legge, sacerdoti del tempio. I re della terra hanno corone d’oro tempestate di gemme; ma Tu hai sul capo una martoriante corona di spine!
Per giunta alla fine dei tuoi giorni terreni, non ti sei steso su un letto ma ti hanno inchiodato su una croce, che era il supplizio per i più pericolosi malfattori. È la Croce il Tuo trono? Sono i discepoli scomparsi per paura e gli apostoli per timore nascostisi tra la folla il tuo esercito? E la tua morte su quel patibolo infame, sfigurato nel corpo da sputi, sangue raggrumato, laceramenti e ferite profonde del corpo a causa di crudeli flagelli, mani e piedi forati dai chiodi, costato aperto da una lancia; è questa morte la tua vittoria? Cristo non hai trionfato che attraverso il fallimento, la sofferenza, l’ingratitudine e la morte. È tremendamente doloroso dover ammettere che sia stato necessario essere sollevato da terre per attirare tutti a te. Sono tentato di pensare che in questo mondo solamente la violenza, il denaro, la menzogna e la forza sono efficaci; e quindi, anche tentato, io che mi ritengo tuo amico, di rivolgerti la stessa sfida che ti lanciarono i tuoi avversari: “Scendi dalla croce; finiscila di rimanere lì immobile, inefficace apparentemente, impotente; scendi glorioso, scendi trionfante, scendi terribile e tutti crederanno in te”. Ti guardo rattristato e ti rivolgo domande con cuore e mente lacerate, mentre risuona dentro di me una voce arcana: “Cristo, re dell’universo”. Non capisco ma vorrei tanto comprendere. Tu mi guardi… fissi i tuoi occhi nei miei… sembri compassionarmi… mi metti a disagio col tuo silenzio. Allora io grido: PARLAMI, RISPONDIMI, LIBERAMI DALLA CONFUSIONE! Silenzio… sempre più profondo…. ma sonoro…. suoni misteriosi che si intrecciano dentro l’anima e diventano parole… si fanno linguaggio accorato ma chiaro: “Non sai di quale spirito sei. Solo rimanendo elevato da terra attirerò tutti a me. Sì, proprio sulla croce rivelo l’infinita pazienza, l’infinita potenza dell’amore mio, di mio Padre e dello Spirito divino; proprio continuando a fissare il mio sguardo pieno di sangue e di lacrime sull’umanità, sono sicuro di commuovere e di salvare. La mia grandezza è in questo non aver voluto altro regno e altri sudditi… e tu che sei mio ministro, devi esercitare la tua regalità nella chiesa e nel mondo stando in mezzo agli altri come servo, servo per amore. Per questo sono venuto al mondo, per dare testimonianza della Verità”. Di quale verità parli, o Cristo? “Della verità dell’amore… che non ha bisogno di tutti gli apparati dei re terreni, ma vuole invadere mente e cuore degli umani, non con la forza delle armi, ma con la dolcezza della benevolenza, della misericordia. Quindi non sprecare parole, ma taci; lasciati inondare dal silenzio interiore e riuscirai a comprendere, che, pur sembrando a molti lo sconfitto del Golgota, io ho vinto il mondo con l’amore…. amore, voce del verbo morire per ridare vita, libertà e santità a ogni creatura. Accetta dunque il mistero dell’amore, la bellezza che salverà il mondo. Entra, cuore e mente, in esso e ti renderai conto che le domande sono inutili per comprendere la mia regalità. Però voglio dirti un’altra cosa: all’amore non si domanda, lo si accoglie… se domandi non capisci, se lo accogli già lo stavi vivendo… chi vive l’amore ha dignità regale. Io sono Re, Io sono l’Amore”.