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Forno crematorio per gli animali domestici, lo installa il Comune

Forno crematorio per gli animali domestici, lo installa il Comune
Fonte : Il 7 Magazine
BRINDISI- () La morte di un animale domestico è un lutto a tutti gli effetti, separarsi dal proprio amico a quattro zampe dopo anni di convivenza è difficile e diventa ancora più straziante quando non si sa come dare una degna sepoltura. Per questo motivo il Comune di Brindisi ha deciso di installare un inceneritore nei pressi del canile comunale. L’idea nasce per dare una risposta alle tante richieste che in questi anni sono pervenute dai cittadini che, invece, avrebbero voluto creare un cimitero per animali. Qualche anno fa, per iniziativa di Anna D’Accico, furono raccolte ben 5mila firme a sostegno di questa iniziativa che tuttavia sarebbe risultata molto più complicata da realizzare. Il cimitero per piccoli animali domestici o d’affezione non può essere edificato se non esistono disposizioni nazionali o regionali in materia. La normativa statale “Disposizioni sanzionatorie in applicazione del regolamento” limita a imporre l’obbligo di provvedere alla sistemazione definitiva del corpo dell’animale deceduto, vietandone l’abbandono, lo scarico e l’eliminazione incontrollata. La violazione di tale divieto è punita con una sanzione amministrativa. “Sono necessarie numerose autorizzazioni ambientali- spiega Luana Pirelli, consigliera comunale di Brindisi Bene Comune con delega al Benessere degli animali- e le spese da sostenere sono davvero troppe per le casse comunali per questo motivo si è pensato ad un inceneritore con la possibilità di rilasciare al proprietario una piccola urna da portare a casa”. L’inceneritore sarà istallato in un’area apposita nei pressi del canile comunale. La cremazione animali avviene nello stesso modo con cui si è soliti procedere con la cremazione dedicata agli esseri umani. L’unica variazione riguarda i tempi di tale processo. Per gli animali, infatti, la cremazione dura leggermente di meno. Il corpo dell’animale defunto viene posizionato nell’apposito inceneritore. Dopo aver completato questo passaggio, l’operatore accenderà il forno crematorio che dovrà raggiungere la temperatura di 1.000 gradi. La cremazione non ha una durata specifica. In quanto varia in base alla statura del corpo. Di solito questo processo impiega un minimo di un’ora fino a raggiungere un massimo di quattro. Quando il tempo necessario è stato raggiunto, inizia la fase del raffreddamento. Questa ha una durata maggiore. Infatti, bisogna aspettare almeno sei ore prima che questo processo si concluda in maniera definitiva. Al termine di questa fase, la cremazione è ufficialmente terminata. A quel punto bisogna riporre le ceneri all’interno di un’urna. Questa può essere di legno o di ceramica, starà ai proprietari dell’animale domestico scegliere il materiale in cui deporre le ceneri. L’urna verrà successivamente chiusa mediante un sigillo. Se si desidera assistere all’intero processo di cremazione dell’animale domestico, attraverso la consegna delle autorizzazioni necessarie, è possibile farlo. Come per la cremazione delle salme umane, la cremazione animali si differenzia dalla classica tumulazione per il fatto di essere una scelta maggiormente igienica e più sostenibile, sia a livello ambientale che della gestione degli spazi cimiteriali. La sepoltura, invece, richiede un procedimento differente, prevede la denuncia presso il proprio veterinario, che dovrà redigere una certificazione di decesso da consegnare all’ASL locale entro 15 giorni. Nel caso di decesso di un cane ci si dovrà recare presso l’anagrafe canina con l’apposito certificato. In ogni caso affidando lo smaltimento al veterinario l’animale non viene restituito. “Il Comune di Brindisi ha una convenzione attualmente- spiega la Pirelli- per lo smaltimento delle carcasse , non si possono smaltire per proprio conto e questo ha dei costi. Purtroppo questo ha alimentato lo smaltimento illegale. Tantissimi cittadini decidono di seppellire il propri animale abusivamente”. Il Comune di Brindisi negli ultimi anni ha scoperto che spesso i cittadini seppelliscono i loro animali di nascosto in aree limitrofe alla città. I luoghi più gettonati sono il bosco del Compare e la litoranea. Questa pratica, come è facile immaginare, causa numerosi danni igienico sanitari ed inquina il terreno: è illegale. Quindi la nascita dell’inceneritore, a costi decisamente più contenuti rispetto alla sepoltura attraverso il veterinario, potrebbe servire anche ad arginare questo fenomeno. Il progetto, sposato con entusiasmo dal sindaco Riccardo Rossi e dall’assessore al ramo Isabella Lettori, è oramai alla fase attuativa. Nei mesi scorsi sono stati fatti dei sopralluoghi per individuare l’area e il servizio è stato inserito nel piano industriale della Brindisi Multiservizi, società in house del Comune. “Questo servizio rappresenta sia un risparmio per le casse comunali perché sarà svolto in house- sottolinea la consigliera Pirelli- sia una soluzione dignitosa per quei cittadini che desiderano dare una degna fine ai propri amici a quattro zampe”. Attualmente chi vuole cremare il proprio animale domestico deve recarsi fuori provincia e sostenere costi notevoli per far eseguire l’intera procedura , esattamente come per le persone. A questo proposito si ricorda che esiste ancora un progetto per istallare un forno crematorio nei pressi del cimitero comunale mai andato a buon fine. Per legge i forni crematori si devono realizzare nelle aree cimiteriali ma comunque a una certa distanza dai luoghi abitati. Il cimitero comunale di Brindisi è inserito nel contesto urbano e non è di sicuro possibile pensare di realizzare gli inceneritori a due passi dalle abitazioni motivo per il quale il progetto è rimasto al palo. La costruzione dei forni crematori per le persone, così come per gli animali, si sposa con l’idea che l’utilizzo di questi impianti in qualche modo potrebbe costituire un risparmio in termini di spazio e denaro. Spazio perché se i parenti del defunto scelgono la cremazione si avrebbero un maggior numero di loculi a disposizione per chi ne facesse richiesta, denaro perché questo tipo di intervento costa molto meno di una concessione per un loculo. Attualmente l’impianto di cremazione più vicino alla nostra provincia si trova a Bari, qualcuno si sposta anche a Napoli.

Lucia Pezzuto per Il7 Magazine