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LA STORIA DELLA BEFANA

LA STORIA DELLA BEFANA
Fonte: Virgilo video
“La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte” recita la celebre filastrocca – di cui ne esistono diverse versioni – dedicata a colei che, per tradizione, le feste di Natale porta via. Scopriamo insieme dove nasce la sua storia.
“Befana” deriva dalla parola greca “Epifania”, ovvero “apparizione”. Tradizionalmente si tratta della vecchina vestita di stracci – con fazzoletto in testa, gonnellone pieno di toppe e grembiule con le tasche – che nella notte fra il 5 ed il 6 gennaio vola a cavallo di una scopa di tetto in tetto, per calarsi nei camini e riempire le calze lasciate vuote dai bambini di dolcetti e, ai più dispettosi, pezzi di carbone.
L’origine di questa figura pare essere connessa ad alcuni riti propiziatori pagani legati all’agricoltura, risalenti al X-VI secolo a.C. Gli antichi Romani ereditarono questi riti, per celebrare, nella dodicesima notte dopo il solstizio d’inverno – ovvero Natale – la morte e la rinascita della natura. I Romani credevano che nel corso delle 12 notti figure femminili volassero sui campi coltivati per propiziarne la fertilità. Secondo interpretazioni del Nord Europa, la Befana richiama la dea celtica Perchta, personificazione della natura invernale; per questo la donna è rappresentata come una vecchia, gobba e dal naso adunco.
Ma la Befana ha anche radici cristiane: una leggenda la vede connessa ai tre Re Magi. Secondo una leggenda, i Re Magi Gaspare, Melchiorre e Baldassare, nel lungo viaggio verso la capanna in cui nato Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchietta che indicò loro il tragitto. I tre la invitarono ad unirsi a loro ma la vecchina rifiutò. Poco dopo, pentita della scelta, dopo aver riempito un sacco di dolci, si mise a cercarli, purtroppo senza successo. Iniziò così a bussare di casa in casa, per lasciare doni ad ogni bambino, nella speranza di trovare Gesù.