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“MEDICI E INFERMIERI DI ALTRI REPARTI SCENDANO IN PRONTO SOCCORSO”: CGIL CONTRARIA

“MEDICI E INFERMIERI DI ALTRI REPARTI SCENDANO IN PRONTO SOCCORSO”: CGIL CONTRARIA
Fonte: brindisireport.it
Medici e infermieri in servizio nei reparti dell’ospedale Perrino tenuti a scendere in Pronto Soccorso per dare man forte ai colleghi, nelle ormai continue situazioni di emergenza. Il sindacato Fp Cgil Brindisi boccia senza mezzi termini la soluzione adottata dall’Asl Brindisi per limitare i disservizi che quotidianamente si registrano in Pronto Soccorso. Il segretario provinciale del sindacato, Pancrazio Tedesco, chiede in particolare la “revoca immediata” di una missiva del direttore medico del Perrino invitata nella giornata di ieri (venerdì 6 agosto) ai direttori e ai coordinatori dei reparti. Il sindacato propone altre soluzioni per risolvere il problema dell’iperafflusso, tramite una lettera aperta a firma dello stesso Pancrazio Tedesco che riceviamo e pubblichiamo di seguito.
Alla luce delle ultime vicende del caos nel Pronto Soccorso Perrino, la scrivente organizzazione sindacale aveva già denunciato con nostra nota prot. 95/2020 del 29.07.2020 che si sarebbe arrivati al caos totale con tutte le conseguenze negative per i pazienti. I fatti di cronaca degli ultimi giorni hanno confermato quanto detto e scritto. Avevamo chiesto con la nota suddetta un incontro urgente con il Management per cercare soluzioni ai problemi che oramai li portiamo avanti da anni, iniziato con il piano di riordino ospedaliero (da noi contestato e che contesteremo ad oltranza) che nella nostra provincia ha avuto solo chiusure di servizi, ospedali ecc senza un ulteriore alternativa per l’utenza. Abbiamo sempre ribadito “No alla teoria dei due tempi”, cioè chiudiamo una cosa e poi col tempo si apre un’altra, ma chiudiamo una cosa e contestualmente apriamo un’altra, questa era ed è la nostra teoria.
Ma torniamo ad oggi. Le ultime vicende sulla “disorganizzazione del Pronto Soccorso” dove ci sono stati pazienti che hanno atteso 10-20-30 ore prima di essere presi in carico (alcuni addirittura dopo tante ore di permanenza non risultavano nemmeno inseriti nelle liste di attesa del servizio) hanno portato alla luce quello da noi sempre asserito. Tutto questo non per colpa degli operatori che lavorano in quella trincea e fanno già tantissimo, ma non riescono a tenere testa considerato l’elevato numero di utenti che accedono alla struttura; il numero di personale non è sufficiente a garantire le migliori cure possibili.
A nostro avviso il direttore medico della struttura dovrebbe essere in trincea a dare conforto a tutti gli operatori (tra l’altro costantemente a rischio aggressioni), che si dimenano tra i tantissimi pazienti, o almeno a trovare soluzioni opportune. Anzi…una soluzione a suo avviso soddisfacente l’ha trovata (troppo semplice). Il 6 agosto 2021 con protocollo 67604 ha inviato una missiva ai direttori e ai coordinatori delle unità operative, dove impone a tutto il personale (medici ed infermieri) in servizio nei vari reparti del Perrino, di scendere in Pronto Soccorso nel momento in cui ci sia un iperafflusso di pazienti. Vogliamo ricordare al direttore medico che l’iperafflusso di pazienti è cosa di tutti i giorni, la sosta forzata delle ambulanze del 118 a causa della carenza delle barelle (segnalato da noi il 12.06.2021) è oramai routine giornaliera. Dei medici che vanno via subito dal Pronto Soccorso ne vogliamo parlare?
Ritornando alla missiva suddetta, il direttore medico impone quindi al personale dei reparti di lasciare gli stessi e recarsi al Pronto soccorso, significa che l’infermiere X che rimane solo in reparto sarà il responsabile dell’intero reparto con magari 30 pazienti ricoverati (considerato che non ci sono mai posti liberi nella struttura)? Noi proponiamo che se questa è la scelta giusta, secondo il punto di vista del direttore, tutti gli operatori interessati devono essere esenti da ogni responsabilità penale che possano incorrere nell’abbandonare il proprio reparto ed andare provvisoriamente a prestare servizio in un altro non di loro competenza, pertanto la responsabilità penale sia riversata sullo stesso direttore, e chi ha firmato la missiva.
Anche gli infermieri dei reparti in questo periodo sono allo stremo, dopo l’ultima pandemia passata (ancora per poco) hanno bisogno delle ferie estive per staccare la spina e rigenerarsi, ed invece si vanno a caricare di ulteriori carichi di lavoro. Inoltre chiediamo urgentemente di intervenire a reclutare personale infermieristico, usando le graduatorie attualmente vigenti (Asl Bari, ASsl Taranto) magari proponendo un anno di servizio, e non pochi mesi perché in questo modo non accetta nessuno se non per un periodo ben più lungo. Anche per i medici: perché invece di andare a proporgli un contratto a convenzione, non venga proposto un contratto di dirigenza? Ecco perché nessun medico intende venire a lavorare a Brindisi. Bisognerebbe potenziare la medicina territoriale, le strutture sanitarie di periferia, solo cosi l’utenza trova una corretta risposta sanitaria, e contestualmente evita di accedere impropriamente al Perrino. Per fare tutto questo bisogna, anzi bisognava, investire in precedenza “non si può chiudere la stalla dopo che sono scappati i buoi”.
Per quanto soprascritto la Fp Cgil Br chiede la revoca immediata della nota n.67604 del 06.08.2021 in quanto espone il personale sia a rischio penale che professionale. Basta con il gioco delle tre carte: non è possibile scaricare le responsabilità gestionali sempre sui reparti (vedi trasferimenti). Inoltre la scrivente segreteria chiede alle Istituzioni a cui è indirizzata la presente, di adottare immediatamente tutti i provvedimenti atti a tutelare tutto il personale dei reparti del Pronto Soccorso e i pazienti che si recano, impedendo una pluralità di conseguenze negative sugli stessi pazienti e lavoratori. In difetto, si preannuncia una serie di iniziative pubbliche locali in difesa del Diritto Costituzionale dei Cittadini ad avere “Le Cure Migliori Possibili”.