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Mercoledì delle ceneri: perché si chiama così e quali sono le tradizioni legate a questa giornata.

Mercoledì delle ceneri: perché si chiama così e quali sono le tradizioni legate a questa giornata.
Fonte: Solo Libri .net
Chiara Ridolfi
Perché si chiama Mercoledì delle ceneri? Nella vita è capitato a tutti di porsi questa domanda, dal momento che questa giornata risulta essere un momento molto importante nel calendario cristiano. Si tratta infatti del mercoledì che precede la prima domenica di Quaresima, un periodo molto sentito nel mondo cristiano, dal momento che si tratta di una fase di purificazione in vista della Pasqua.
Nel corso del tempo il Mercoledì delle ceneri è stato chiamato in differenti modi, ma la denominazione originale è quella latina Feria quarta cinerum.
Molte espressioni legate al periodo che precede la Pasqua, anche se non tutti ne sono a conoscenza, sono legate a questo termine. Ad esempio la denominazione “Martedì grasso”, giorno che precede il Mercoledì delle ceneri, indica che in quella giornata era possibile mangiare cibi grassi, dato che successivamente si sarebbe andati incontro al digiuno e alla purificazione.
Di seguito vediamo quindi per quale ragione questo particolare giorno è chiamato Mercoledì delle ceneri, quali sono le caratteristiche di questa giornata che indica l’inizio della Quaresima.
Mercoledì delle ceneri: perché si chiama in questo modo?
Il Mercoledì delle ceneri è una giornata che ha origini molto antiche, che risalgono al momento di inizio del cristianesimo, per cui nel corso dei secoli si sono stabilite tradizioni e riti differenti, che hanno però avuto sempre un comun denominatore: la cenere.
Il rito romano prevede infatti che durante la messa del mercoledì che dà inizio alla Quaresima il celebrante sparga sul capo e la fronte dei fedeli presenti un pizzico di cenere. La cenere in questione viene ricavata bruciando i rami di ulivo benedetti durante la Domenica delle Palme dell’anno precedente.
In passato, mentre si ponevano le ceneri sulla testa dei fedeli, il celebrante e le persone presenti ripetevano il versetto, tratto da Genesi 3,19: “Memento, homo, quia pulvis es, et in pulverem reverteris”, che tradotto significa “Ricordati, oh uomo, che polvere sei e in polvere ritornerai”. Durante la celebrazione del Mercoledì delle ceneri adesso il verso è ripetuto in italiano da celebrante e dai fedeli.
Questo era un momento in cui i fedeli si concentravano sulla caducità della vita e su quanto la propria esistenza fosse un dono del Signore.
Ciò avviene nel rito romano, come abbiamo detto, mentre per il rito ambrosiano il rito del Mercoledì delle ceneri coincide con la prima domenica di Quaresima. Nella tradizione ambrosiana l’imposizione delle ceneri avviene la prima domenica della Quaresima oppure viene spostata al lunedì successivo. Anche in questo caso si doveva praticare una giornata di digiuno e penitenza, un modo per purificare il corpo in vista della Pasqua. Il Mercoledì delle ceneri permetteva ai fedeli di riflettere sul senso della vita, sulla sua caducità e sul suo scorrere inesorabile.
Il digiuno è un elemento importante in tutte le religioni e nella tradizione cristiana trova spazio in questo momento e nella Quaresima, per permettere ai fedeli di espiare le proprie colpe.
Mercoledì delle ceneri: cosa vuol dire per la religione cristiana?
Come abbiamo accennato il Mercoledì delle ceneri per la religione cristiana indica l’inizio del periodo di penitenza e di privazione che permetteva al fedele di essere assolto dai propri peccati. Le ceneri indicavano un momento di penitenza pubblica e l’inizio di un cammino che sarebbe poi culminato con la Pasqua e la rinascita del fedele e di Gesù.
La cenere serviva per ricordare che il corpo è un involucro e che si perderà con il tempo, tornando ad essere polvere. Il fedele in questa occasione doveva riflettere sulla caducità della vita, sul senso che essa ha e soprattutto doveva riflettere sui propri peccati e sulle debolezze della carne.