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NON PAGANO LE BOLLETTE E L’ACUEDOTTO PUGLIESE LASCIA A SECCO 72 FAMIGLIE

NON PAGANO LE BOLLETTE E L’ACUEDOTTO PUGLIESE LASCIA A SECCO 72 FAMIGLIE
Fonte : La Gazzetta del Mezzogiorno
Oltre duecento persone residenti al quartiere Sant’Angelo di Brindisi sono rimaste a secco per due giorni dopo la decisione adottata dall’Acquedotto pugliese di sospendere l’erogazione per via di morosità che si accumulano dal lontano 2004. L’interruzione riguarda 72 famiglie residenti in via Girolamo Aleandro. Il debito maturato, in diciotto anni, ammonta a circa 411 mila euro. E da venerdì, attorno alle 16, l’Aqp ha… «chiuso i rubinetti». La situazione che si è venuta a determinare ha ovviamente suscitato polemiche.
Il capogruppo di Fratelli D’Italia in consiglio comunale Massimiliano Oggiano ha criticato l’Aqp, chiedendo al sindaco di «ordinare immediatamente il riallaccio ad Aqp e se necessario intervenire sul presidente della Regione Emiliano».
«Può l’Acquedotto pugliese – chiede Oggiano – privare, già due giorni, di un bene vitale, primario ed esistenziale 72 famiglie (oltre 200 persone) senza coinvolgere in questa gravissima decisione il proprietario degli immobili ovvero il Comune di Brindisi?». E ancora: «Premesso che l’acqua, come la luce o il gas sono servizi che si pagano, premesso che eventuali debiti pregressi, addirittura che partono dal 2004, dovuti alle più disparate motivazioni vanno onorati. Premesso che chi vive in alloggi popolari-comunali – che dire fatiscenti è un complimento – notoriamente appartiene a categorie sociali per la maggior parte rientranti nella soglia di povertà. Premesso che molte famiglie di via G. Aleandro hanno al proprio interno bambini, anziani e disabili, premesso che l’acqua è un bene primario inalienabile, si possono privare oltre 200 persone di questo esistenziale diritto mettendo a rischio la loro salute, l’igiene pubblica e l’ordine pubblico?». E poi l’attacco ad Aqp: «Questa volta sarò al fianco del sindaco Rossi a tutela di questo scempio perpetrato ai danni dei più fragili. Gli sprechi vanno sicuramente combattuti ma non sulla pelle dei cittadini (soprattutto quelli più fragili) che non vanno umiliati e mortificati ma aiutati a mettersi in regola. Aqp iniziasse a tagliare i milioni di sprechi partendo dal proprio interno».
Da venerdì il Comune è a lavoro per risolvere la vicenda e il sindaco Riccardo Rossi ha emesso ieri una ordinanza contingibile e urgente per chiedere il ripristino dell’erogazione dell’acqua ad Aqp per ovvi motivi di emergenza sanitaria.
«Venerdì, intorno alle 16 – ha spiegato il sindaco alla Gazzetta – siamo stati contattati da alcuni residenti che ci hanno informato della situazione. Abbiamo contattato l’acquedotto per sincerarci di di quanto stava accadendo e ci hanno spiegato che l’interruzione era dovuta alle morosità accumulate. Stamattina (ieri ndr) abbiamo provveduto alla nomina di un amministratore di condominio che possa rapportarsi con l’Acquedotto e definire un piano di rientro. Intanto abbiamo predisposto una ordinanza contingibile e urgente per chiedere ad Aqp di ripristinare l’erogazione di acqua. Aqp deve individuare una ditta che proceda a scavi e riallacci. Lunedì ci sarà un incontro con Aqp per definire un percorso per sanare l’intera vicenda».