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NON SOLO VIAGGI, L’UE VUOLE IL GREEN PASS ANCHE PER ENTRARE NEI RISTORANTI E ANDARE AI CONCERTI

NON SOLO VIAGGI, L’UE VUOLE IL GREEN PASS ANCHE PER ENTRARE NEI RISTORANTI E ANDARE AI CONCERTI
Fonte Brindisi Report.it (EUROPA TODAY)
La richiesta della Commissione alla vigilia dell’entrata in vigore del certificato digitale. L’Irlanda ammetterà al pub solo chi ha ricevuto la seconda dose

on il Green pass si potrà tornare a viaggiare in Europa in maniera più semplice, ma per la Commissione europea il nuovo strumento non dovrebbe essere utilizzato per gli spostamenti internazionali, ma anche per frenare la diffusione del coronavirus a livello locale, imponendolo magari anche per entrare al ristorante o andare a un concerto. “Il certificato è uno strumento e raccomandiamo a tutti gli Stati membri di usarlo non solo per garantire la libertà di movimento” tra Paesi dell’Ue, “ma anche per altri possibili scopi, come per andare ai concerti, ai festival, a teatro o in ristorante”, ha detto questa mattina Didier Reynders, commissario europeo alla Giustizia.

Da domani, primo luglio, entrano in le nuove regole europee che consentiranno la ripresa dei viaggi nell’Unione europea grazie ai certificati digitali Covid dell’Ue, noti appunto come Green pass, il loro nome originario. Reynders ha ricordato che saranno “vincolanti” e ha assicurato che “a livello tecnologico abbiamo un’ottima evoluzione in tutti i Paesi Ue”, e tutte le nazioni sono ormai pronte a emettere il pass.

L’invito del commissario Ue a utilizzare il Green pass anche per concerti e ristoranti non rappresenta un cambio di passo da parte della Commissione europea, che ha sempre sostenuto il più ampio utilizzo del nuovo documento. Quest’ultimo verrà concesso ai vaccinati e a chi è guarito di recente. Secondo le intenzioni di Bruxelles gli altri, per potersi recare nei ristoranti al chiuso o ai grandi eventi, dovrebbero fare un tampone Pcr o antigenico rapido e sperare in un esito negativo. Quest’ultimo aprirebbe le porte dei luoghi ad ammissione selezionata, ma solo per 72 ore.

Il modello immaginato da Reynders è stato già accolto dal governo irlandese. Caffè e ristoranti avrebbero dovuto riprendere l’ospitalità al chiuso, e accessibile a tutti, il 5 luglio. L’esecutivo ha scelto invece la linea della prudenza e stabilito che riaprirà in una data successiva, ancora da decidere, e che l’ingresso nei luoghi chiusi sarà limitato ai clienti che possono dimostrare di essere stati vaccinati o di aver contratto il coronavirus negli ultimi nove mesi. È in corso una sfida tra la variante e il vaccino e vogliamo fare tutto il possibile per garantire che i vaccini vincano”, ha affermato il taoiseach, Micheál Martin.