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Nuova puntata sul depuratore consortile Manduria e Sava che l’Acquedotto pugliese sta realizzando nelle marine di Manduria in zona Urmo-Specchiarica

Nuova puntata sul depuratore consortile Manduria e Sava che l’Acquedotto pugliese sta realizzando nelle marine di Manduria in zona Urmo-Specchiarica
Fonte: La Voce Di Manduria
Nuova puntata sul depuratore consortile Manduria e Sava che l’Acquedotto pugliese sta realizzando nelle marine di Manduria in zona Urmo-Specchiarica. Il delicato tema sarà affrontato in un prossimo consiglio comunale che potrebbe essere fatale per la maggioranza del sindaco di Manduria. I dodici consiglieri della minoranza hanno raccolto le firme per obbligare il presidente del Consiglio a convocare una seduta nel corso della quale sarà presentata una proposta che metterà in imbarazzo la maggioranza: lo spostamento delle trincee drenanti più nell’entroterra per liberare la zona della Masseria Marina e l’utilizzo delle vecchie vasche di raccolta in contrada Bagnolo realizzate più di trent’anni fa e abbandonate.
Un’iniziativa dei partiti di opposizione, metterà alla prova la maggioranza grillino-ambientalista del sindaco di Manduria, Gregorio Pecoraro, che sarà messa di fronte alla scelta di dare il definitivo via libera ai lavori del nuovo depuratore consortile in costruzione sul litorale messapico, oppure di bloccare il progetto proponendo un’alternativa più economica e meno impattante. Quella che potrebbe presentarsi come una trappola per l’amministrazione Pecoraro, è stata confezionata da tutti i 12 consiglieri di minoranza che hanno già firmato una richiesta di consiglio monotematico in cui discutere ed approvare una proposta alternativa al cosiddetto «Parco dell’acqua» previsto nei pressi della Masseria Marina sede della Casa del Parco a San Pietro in Bevagna. Si tratta delle trincee drenanti e vasche di raccolta e di assorbimento dei reflui depurati che dall’impianto situato in zona Urmo-Specchiarica, marina di Manduria, dovrebbero terminare il viaggio di quattro chilometri attraverso una condotta interrata. Sarebbe questo il progetto temporaneamente alternativo allo scarico del troppo pieno previsto nel mare di Torre Colimena che i tecnici dell’Acquedotto pugliese hanno presentato alla sezione autorizzazioni ambientali
della Regione Puglia per ottenere i permessi Via e VincA (Valutazione impatto ambientale e Valutazione di incidenza ambientale). Permessi che l’Aqp potrà ottenere senza difficoltà ma che saranno inutili se il comune di Manduria che è proprietario dei terreni non approverà con atto di consiglio comunale la necessaria variante al piano urbanistico che classifica l’area come zona agricola.
Ed è qui la proposta che i consiglieri comunali porteranno in aula: non approvare la variante e proporre una seconda soluzione alle vasche in contrada Marina situate a due passi dalle civili abitazioni. Tale proposta, tenendo fermo l’impianto di depurazione in zona Urmo-Specchiarica oramai terminato e quindi non più delocalizzabile, è quella dello spostamento delle vasche verso l’entroterra e il recupero di una vecchia opera idrica mai utilizzata realizzata dal Consorzio Arneo tra i due comuni di Manduria e Sava. Sono delle enormi vasche di raccolta realizzate più di trent’anni fa che avrebbero dovuto contenere le acque prelevate dal fiume Chidro per convogliarle nella rete irrigua ad uso agricolo. Una soluzione tecnicamente possibile ed economicamente più vantaggiosa di quella proposta da Aqp che ha già ricevuto il parere tecnico favorevole dell’ingegnere manduriano, Antonio Curri, già presidente provinciale dell’Ordine degli ingegneri di Taranto.
Un’alternativa conveniente anche dal punto di vista ambientale (meno scavi, meno consumi del terreno, meno rischi di disastri ambientali), contro la quale sarà difficile rifiutare in aula. Diffida molto di questo il consigliere progressista, Domenico Sammarco, secondo il quale l’amministrazione Pecoraro si sarebbe già «accomodata agli ordini dell’Aqp e non intende portare avanti nessuna modifica dell’attuale scellerato progetto del depuratore contro cui ci opporremo con tutti i mezzi». Nazareno Dinoi