Menù principale

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO- “CONVEGNI DI MORTE” a cura di Mons. Lucio Renna

CONVEGNI DI MORTE a cura di Mons. Lucio Renna

Immagino, col rispetto alla categoria, un ipoteticoConvegno internazionale da macellai, cioè di persone che traggono profitto dalla uccisione degli animali. E discutono, costoro, animatamente su metodi, strumenti, tempi adatti a ricavare il maggior utile possibile. Ovviamente, tra loro ci sono gli esperti di mattanza, che la fan da maestri e sanno tutto lo scibile del settore e lo presentano con dovizia di particolari, suggerendo espedienti propizi ad ottenere emolumenti e guadagni i più alti possibili. I partecipanti, davvero molto attenti ed interessati, pongono problemi, fanno domande, non per curiosità, ma per capire sempre di più e meglio sulle possibilità di guadagni personali o aziendali. Un Convegno ad alto livello, reso più specifico e interessante da immagini trasmesse su schermi giganti, dalle quali si ricavano insegnamenti seri, proficui, raffinati al fine di qualificare al top l’arte del macello degli animali di piccolo, medio o grande peso (per intenderci: dai polli ai porci, ai vitelli ecc. ecc.). interessante l’atteggiamento dei partecipanti al Convegno: non vogliono perdere il filo delle relazioni, ma incamerare nella propria mente tutti gli insegnamenti e suggerimenti utili in vista di un mercato da conquistare e di utili da conseguire. Un settore particolare del Convegno riguarda espedienti segreti, perché ufficialmente proibiti, per mistificare, imbrogliare gli eventuali acquirenti, con i trucchi del mestiere, che non escludono l’utilizzo di materiale ingrassante per aumentare il peso della merce da vendere, poco importa se l’avventore dovesse ricavarne nocumento fisico. Scaltrezza è porre in essere la strategia adatta per non cadere nelle grinfie di eventuali ispettori, salvo a studiare il modo per accattivarseli e continuare indisturbati a vendere anche carni non proprio eccellenti; e soprattutto di guadagnare il più possibile.
Un Convegno internazionale permanente riguarda anche la gestione, utilizzo, sfruttamento dei popoli. A partecipare sono, non raramente, personaggi che hanno scoperto, studiato, appreso a menadito il modo più raffinato ed economicamente redditizio per sfruttarli. Questo Convegno permanente insegna esclusivamente l’arte di governare la gente, non nel senso di servirla ma di asservirla. Sembra che – mi auguro di sbagliare – un settore privilegiato riguardi se, come e quando scatenare guerre. Dei singoli individui che formano il popolo “ne verbumquidem” (neanche una parola): costoro non interessano che a far numero (ad esempio un esercito di 5 milioni di soldati… che è come dire di condannati a morte). Eh! Sì, perché nelle avventure belliche a tutto si pensa, tranne ai cadaveri che crescono esponenzialmente di giorno in giorno; alle case che, con sacrificio, le persone erano riuscite a costruirsi e che vengono sistematicamente distrutte; alla desertificazione di intere città rase al suolo. Queste cose, sono per i Convegnisti (oligarchi, governanti, politici, opinionisti prezzolati e faziosi, industriali asserviti ai vari regimi, ecc. ecc.) sono “quisquiglie”. Ad esempio, mentre divampa il furore bellico “ucraino-russo”, di tutto si parla; si fanno ipotesi; si cercano precedenti storici; tuonano appelli ambigui (unica voce veramente profetica, quella del Papa che implora negoziati e pace); di tutto e di più si fa ostentazione; si inscenano diatribe televisive; si fanno diari di guerra. Di tutto, sempre, si discute… di quando in quando si accenna al numero crescente di vittime innocenti, di case ed edifici fracassati. Sì, il Convegno lo si giustifica col detto latino “si vis pacem para bellum”. Detto che allude, non a tutte le guerre, ma solo e unicamente alla guerra difensiva. Non è certamente il caso di disquisire ora sui due aggettivi (offensiva e difensiva); cadremmo nella trappola di blaterare sull’arte bellica e dimenticare, ancora una volta, le vittime innocenti.
A parte i tantissimi disastri strutturali, che pure gridano giustizia perché, specialmente le case private, frutto di sacrifici di intere famiglie; a parte questo, come si può tollerare “la mattanza” di innocenti vittime umane civili (di ogni età) e militari ucraine e russe? Fate attenzione alle trasmissioni mediatiche. Si parla di tutta la copertura delle montagne di morti, ma di costoro qualcuno/a ci si ricorda qualche rara volta. Si invitano personaggi collusi coi regimi e con la guerra. Credo – ma potrei errare –li si paga profumatamente. E costoro non fanno altro che difendere il loro datore di lavoro, con bugie propalate come verità; soffermandosi su alcuni marginali aspetti; e, con faccia di bronzo, proponendo apologia di guerra chiamata eufemisticamente “operazione militare speciale” litigando con opinionisti nostrani; trascurando, quasi del tutto, le vittime quotidianamente crescenti. Non so se mi sbaglio, ma ho la sensazione che si ignori la dura e aspra sostanza, per enfatizzare gli accidenti, pur essi molto aspri. Benevolo lettore, dimmi, se vuoi e se puoi, che cos’è più grave una gaffe su le origini di un dittatore del passato o le sevizie, le violenze, gli stupri, e, infine, l’uccisione di migliaia e migliaia di persone durante l’orribile guerra? Diventa meno grave la posizione di un tiranno, solo perché chiede scusa a un popolo per le dichiarazioni di un suo subalterno? E, poi, è possibile sapere il vero motivo di una guerra; un perché chiaro (tenendo comunque presente che nessun perché può giustificare la morte di innocenti) nessuna guerra! Si possono individuarne le vere radici, come invita Papa Francesco, per estirparle ed evitare conflitti fratricidi e avviare negoziati che favoriscano la pace?

+ Lucio M. Renna
Vescovo Carmelitano