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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO- TITUS BRANDSMA a cura di Mons. Lucio Renna

TITUS BRANDSMA a cura di mons Lucio Renna
(Nuovo Santo e Martire)

Il 15 maggio, in Piazza san Pietro, Papa Francesco proclamerà Santo un religioso carmelitano, Padre Titus Brandsma. La santità è vocazione universale: tutti siamo chiamati a “raggiungere la misura alta della vita” (San Giovanni Paolo II). Tale altezza è rispetto del progetto di Dio su ogni creatura, rispetto della propria identità umana e religiosa, rispetto degli altri (ciascuno è infatti dono di Dio a fratelli e sorelle, dono gradevole e, perciò, gradito). Titus (al secolo Anno) nacque nel 1881, il 23 febbraio a Wonseradeel (Frisia). Completata l’istruzione secondaria, entrò nell’Ordine Carmelitano a Boxmeer (settembre 1898); fece la professione nell’ottobre 1899 e fu ordinato sacerdote il 17-6-1905. Studiò all’Università Gregoriana di Roma, dottorandosi in filosofia nell’ottobre 1909. Amava approfondire e diffondere la Spiritualità carmelitana e coltivare il giornalismo. Nel 1993 fondò l’Università Cattolica di Nimega, di cui fu Rettore Magnifico. Viaggiò molto nel mondo, apprezzatissimo conferenziere. Nel 1935 divenne Segretario Spirituale dell’Unione Nazionale dei Giornalisti Cattolici e, come tale, si oppose alla propaganda nazista e fu molto critico nei confronti dell’antisemitismo. Segretario dell’Arcivescovo di Utrecht, incoraggiava i Vescovi ad opporsi alla persecuzione degli ebrei, alla violazione dei diritti umani. Personalmente consegnò a 14 editori cattolici una lettera con la quale i Vescovi istruivano gli editori a non rispettare la legge nazista che pretendeva anche dal giornalismo cattolico la pubblicazione di articoli e annunci ufficiali nazisti. Per questo fu arrestato dalla Gestapo di Nimega il 19 gennaio 1942; internato a Scheveningen, ad Amersfoort in Olanda e, quindi, deportato a Dachau. Sottoposto a esperimenti chimici, continuò a difendere la libertà di pensiero, la condanna del nazismo, la difesa degli ebrei. Fu ucciso, con un’iniezione letale, il 26 luglio del 1942. Prima dell’esecuzione, Titus aveva pregato Dio perché aiutasse l’infermiera, che si riteneva una cattolica perduta, che avrebbe praticato l’iniezione a pentirsi; le regalò la sua corona del Rosario. Alcuni anni dopo la stessa si recò in una chiesa carmelitana a chiedere perdono e per testimoniare nel processo di beatificazione (8 novembre 1985). Un giornalista cattolico, Mons. Fausto Vallainc, scrisse in italiano un libro profetico “Titus Brandsma, martire”. Come tale sarà canonizzato il 15 maggio dal nostro Papa Francesco in Piazza San Pietro. Per noi carmelitani, è grande gioia e onore avere, tra tanti santi e beati della nostra Famiglia religiosa, un altro Santo, Titus Brandsma. Ne ringraziamo il Signore e Papa Francesco. Un santo, il frate carmelitano, di grande attualità nel contesto storico funestato dall’orribile e sacrilega guerra Ucraina-Russia. Difensore e martire della verità e della libertà, Padre Titus si scontrò con la diabolica furia di un dittatore che voleva cancellare un popolo dalla faccia della terra. Il Santo carmelitano si aggettiva come difensore della verità, reattivo all’antisemitismo, difensore della libertà dei popoli dalla tirannia dei dittatori.
Nella Chiesa “Maria Immacolata” dei Carmelitani in Torre S. Susanna, sarà presentato ai fedeli il grande Santo Martire Titus con:
TRIDUO (12-13-14 maggio): Vespri (ore 18.15), Santo Rosario (ore 18.30) e S. Messa (ore 19.00) con omelia sulla figura e spiritualità del Santo.
DOMENICA 15 (con gli stessi orari del triduo), S. Messa solenne di Ringraziamento. Si invita tutta la cittadinanza (tempo permettendo, celebreremo nel cortile del Convento).
A nome della Comunità Carmelitana (Suore, T.O.C., Gruppo Famiglie “S. Alberto”, Coro) ringrazio di cuore tutti coloro che vorranno onorarci con la loro presenza.
+ Lucio M. Renna
Vescovo Carmelitano