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Spaventoso crollo del prezzo dell’ uva annata 2022 ?

Spaventoso crollo del prezzo dell’ uva annata 2022 ?
Fonte: La Voce Di Manduria
Mentre nelle cantine del Primitivo di Manduria è già iniziato il conferimento della vendemmia 2022, dal presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e forestali della provincia di Taranto, Nicola Cristella, arriva una bomba che scuote l’intera filiera e crea nervosismo nell’establishment del vino. Così le filiere, i consorzi, i contratti di rete, passano per Cristella tutti sul banco degli imputati. «L’aumento dei costi di produzione, la guerra in Ucraina e gli estremismi climatici scrive il presidente degli agronomi -, stanno mettendo a nudo i difetti del nostro sistema produttivo primario».
Il dito degli agronomi è puntato soprattutto nel settore vitivinicolo del versante orientale della provincia dove si vinifica il principe dei vitigni pugliesi. «A pochi giorni dalla vendemmia scrive Cristella – ancora non sono stati definiti i prezzi di acquisto delle uve, in particolare del Primitivo». L’agronomo parla di un passa parola tra viticoltori che traccerebbe una forbice tra i 40 e i 100 euro per quintale di uve, la metà della quotazione dell’annata 2021 quando, ricorda Cristella, «il prezzo delle uve da vino variava tra gli 80 e i 135 euro per quintale con punte di 180 euro per il Primitivo Doc». La causa di questo spaventoso crollo sarebbe da ricercare proprio in quell’annata quando, secondo il numero uno degli agronomi ionici, «si è assistito ad un accaparramento indiscriminato ed indisciplinato delle uve da vino (Primitivo in particolare) con contratti al buio, cioè senza alcun controllo e verifica sulla qualità della produzione». Questa folle corsa ad accaparrarsi il vino, avrebbe fatto riempire le cantine di uve prive del grado zuccherino idoneo alla vinificazione. «Nonostante fosse cosa risaputa visto anche le condizioni climatiche particolari, nella maggior parte dei casi non si è fatta distinzione qualitativa tra le uve», rileva l’agronomo che arriva al dunque: «conseguenza di quanto successo nel 2021, è che le cantine sono attualmente piene di prodotto invenduto e in alcuni casi non rispecchia la qualità delle annate precedenti».
Il problema riguarderebbe anche l’eccessiva quantità di vino Igt ancora stoccato nelle cantine. «Pertanto si chiede Cristella -, come mai se il problema riguarda l’Igt, si ha anche una riduzione sensibile sul prezzo offerto per il Doc?». Un mercato malato, insomma, lasciato nelle mani di «commercianti speculatori» da chi avrebbe avuto il compito di vigilare. Accuse pesantissime quelle di Cristella che individua anche i presunti responsabili del prospettato disastro. «Se il Consorzio di tutela del Primitivo di Manduria avesse applicato la sua mission ponendo ben chiari paletti sulle produzioni di qualità, ma soprattutto se avesse effettuato controlli durante le fasi di vendemmia, forse tutto questo non sarebbe successo».
Alle accuse di incapacità risponde la presidentessa del Consorzio di tutela chiamato in causa dagli agronomi. «Il Consorzio di tutela scrive in una nota la presidentessa Novella Pastorelli -, non ha facoltà di intervenire sulla determinazione del prezzo di vendita delle uve che segue l’andamento del mercato con regole basilari di domanda ed offerta; mi fa specie conclude Pastorelli – che il presidente dell’Ordine degli agronomi intervenga su tali argomenti peraltro attribuendo al Consorzio di tutela poteri di cui non dispone oltre menzionare riferimenti normativi del tutto inapplicabile alla fattispecie».
Nazareno Dinoi su Quotidiano di Taranto