Menù principale

Tiziana Deserto ha finito di scontare la pena. E’ tornata in libertà la donna, la cui famiglia è originaria di Latiano, condannata per concorso nell’omicidio della figlia Maria Geusa,

Tiziana Deserto ha finito di scontare la pena. E’ tornata in libertà la donna, la cui famiglia è originaria di Latiano, condannata per concorso nell’omicidio della figlia Maria Geusa,
Fonte :Brindisi Report


Tiziana Deserto
La donna, originaria di Latiano, fu condannata a 15 anni di carcere per concorso nell’omicidio della figlioletta di due anni e sette mesi, uccisa dall’imprenditore edile Giorgio Giorni, condannato definitivamente all’ergastolo
Tiziana Deserto ha finito di scontare la pena. E’ tornata in libertà la donna, la cui famiglia è originaria di Latiano, condannata per concorso nell’omicidio della figlia Maria Geusa, morta all’età di due anni e sette mesi a Città di Castello (Perugia) nell’aprile del 2004. La condanna a 15 anni di reclusione, di cui tre condonati, divenne definitiva il 17 maggio 2012, con il pronunciamento della Corte di Cassazione. La Deserto si è sempre proclamata estranea a ogni addebito. Maria Geusa morì il 6 aprile del 2004, in seguito alle violenze subite, da quanto emerso dai processi, dall’imprenditore edile Giorgio Giorni, condannato definitivamente all’ergastolo. Secondo la ricostruzione accusatoria, la donna gli affidò la figlia dopo essersi innamorata di lui.
Nel 2021 la donna ha lasciato il carcere, per trascorrere l’ultima parte della pena in regime di arresti domiciliari. “Sono libera, finalmente. Se sono felice? Sì, per aver riconquistato la libertà, ma penso sempre alla mia piccola Maria” ha detto Tiziana Deserto in un’intervista rilasciata alla Nazione. “Io sono innocente – ha aggiunto -, sono stata condannata per dei pregiudizi nei miei confronti. Cercavano un capro espiatorio. Mia figlia conosce la verità, lei sa tutto. Sa quanto l’ho amata e quanto la amo. Il mio pensiero è fisso su mia figlia Maria. Adesso che sono libera farò del tutto per riportarla al cimitero di Torre Santa Susanna da quello dove è stata tumulata. Provo rabbia e rancore, perché è stato rubato il suo futuro”.
Sempre al quotidiano La Nazione la donna ha spiegato di essere ancora nella comunità dove ha scontato gli arresti domiciliari. “Alla fine di questa settimana, al massimo all’inizio della prossima – ha proseguito – mi trasferirò a Brindisi, in una più grande, con un servizio sanitario all’interno”.