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12 NOVEMBRE 2020- CORONAVIRUS : Nuovamente in aumento i casi in Puglia

12 NOVEMBRE 2020- CORONAVIRUS : Nuovamente in aumento i casi in Puglia

Altra giornata nera per i dati di contagio da Covid 19 in Puglia: il bollettino registra nelle ultime 24 ore 1434 nuovi casi (su 8936 tamponi), 39 morti e un balzo in avanti dei ricoveri che toccano quota 1338 (+65 in un giorno). Ben 679 i positivi solo nella provincia di Bari, 54 in provincia di Brindisi, 150 nella provincia BAT, 232 in provincia di Foggia, 121 in provincia di Lecce, 183 in provincia di Taranto, 15 residenti fuori regione.

I decessi: 10 in provincia di Bari, 8 in provincia BAT, 4 in provincia di Brindisi, 12 in provincia di Foggia, 1 in provincia di Lecce, 4 in provincia di Taranto.

Nell’ospedale Perrino sono ricoverate 73 persone su 107 posti attivi per l’emergenza Covid. Nel dettaglio: 16 pazienti in Malattie Infettive, 18 in Pneumologia, 30 in Medicina Interna, 9 in Rianimazione. Undici persone sono ricoverate nel post Covid di Mesagne

LE PAROLE DI LOPALCO – «Il Covid blocca il sistema sanitario: oggi abbiamo oltre 1200 persone ricoverate e 140 in terapia intensiva. Se non blocchiamo il contagio e raddoppiano i numeri avremo 300 persone in terapia intensiva, significa che per poter gestire i pazienti Covid dovremo bloccare le sale operatorie». Lo ha detto il professore Pierluigi Lopalco, assessore in pectore alla Sanità della Regione Puglia, sottolineando che «c’è un limite dato dal numero di anestesisti, che non ce ne sono» e «in 6 mesi non se ne formano». Al «di fuori di quel limite dobbiamo bloccare l’attività ospedaliera».

Lopalco ne ha parlato su Facebook durante un confronto con Franco Busto, segretario generale Uil Puglia. Bloccare l’attività negli ospedali, ha sottolineato l’assessore, «vuol dire far progredire altre patologie». E per quanto riguarda i tempi necessari per la formazione, Lopalco ha detto che questo «vale per i rianimatori ma anche per altre figure professionali».
«Bisogna rallentare la circolazione del virus – ha ribadito – per evitare l’impatto su sistema sanitario e quindi sulla salute generale. Se non c’è la salute non c’è nemmeno l’economia. E’ tutto connesso». «Questo virus – ha continuato – purtroppo ha già portato via tante persone, tanti genitori, tanti nonni ma anche persone più giovani. Già troppe vittime». «Il problema, però – ha concluso – è che purtroppo questo non è l’unico impatto della malattia, il problema della pandemia non è soltanto il danno diretto ma ha anche altre conseguenze»