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8 MARZO – FESTA DELLA DONNA

8 marzo  festa della donna.

Il Giornale di Torre porge gli auguri  alle donne torresi . Per loro abbiamo  scelto due poesie  , secondo noi significative,   di una realtà che le donne  (non solo torresi)  vivono ancora oggi:  8 marzo  2021 .

Le poesie sono di  Madre Teresa di calcutta e di Marco Platti.  AUGURIII

8 marzo • Festa della donna
di Madre Teresa di Calcutta
Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni….
Però ciò che è importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c’è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c’è un’altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di fotografie ingiallite…..
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c’è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!

8 marzo • Festa della donna
 di Marco Platti
“Le donne, le donne” tutti a parlare,
ancora di angeli del focolare.
Le donne che deboli non son mai state
fatte di sforzi, lotte e risate.
Le donne che creano vite e destini
gestendo lavoro, mariti e bambini.
Le donne di burro, di ferro e di vetro,
le donne che non si tirano indietro.
Le donne che escono e vanno in ufficio,
la bocca che sa ancora di dentifricio.
Le donne che passano il giorno da sole,
e vivono solo per marito e prole.
Le donne in carriera, le donne di strada,
le donne isolate a cui nessuno bada.
Le donne romantiche, quelle realiste,
le donne pragmatiche e quelle idealiste.
Le donne più forti di quanto non pensi
che non han bisogno di mille consensi.
Le donne che imbracciano il cervello e il cuore,
e scendono in piazza per farsi onore.
E quelle silenti che si fanno strada
e stringono i denti comunque vada.
Le donne che vivono tante realtà
in cui io non vedo fragilità.
Non sono alieni o esseri strani,
sono bellissimi esseri umani.
Sicure e fallaci, morbide o dure,
sporche di vita o bambine pure.
Non sento di doverle toccare coi guanti,
non servono uomini per mandarle avanti.
Sono padrone del loro destino,
che sia carriera, due gatti o un bambino.
Che vadano al fronte oppure all’altare,
nessuno si azzardi a giudicare.
Che siano pompieri, dottori o veline,
sono fatti loro, in rime e quartine.
Che indossino shorts, pantaloni o la gonna,
accade che spesso il più uomo è una donna.