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ACCANIMENTO… A cura di Mons. Lucio Renna

 

ACCANIMENTO…

A cura di Mons. Lucio Renna

Strana sensazione: oggi ci si accanisce contro la gente del mondo intero, o quasi, giostrando e giocando sulla pandemia del coronavirus.
In un primo momento, il terrore che si estendeva, ombra nera sull’umanità, si chiamava coronavirus. Spuntato in Whuan (Cina), esso decise di viaggiare in tutte le nazioni del mondo, lasciando tracce velenose e mortifere del suo passaggio. Non si riuscì in alcun modo a bloccarne il suo viaggio sinistro e terroristico. Esso condizionò la vita umana inducendo le persone persino al terribile “lockdown” (espressione carceraria indicante l’ora d’aria quotidiana negata al carcerato per la sua cattiva condotta). Praticamente, in più nazioni del mondo le persone dovevano subire un’aspra forma di arresti domiciliari.
In una seconda fase, paura, terrore si rivestirono delle varianti del virus cangiante. Gli esperti scienziati discettavano sui socials; ma – cosa veramente inaudita in situazioni del genere – le loro opinioni divergevano tanto da ingenerare negli ascoltatori una confusione dolorosa. Molti si chiedevano: a chi di costoro che calcano, h 24 ogni giorno i socials, si deve dare ascolto? Norme, dpcm si susseguivano a ritmo serrato a livello internazionale, nazionale, regionale e locale. La gente veniva, si può dire, schiaffeggiata da tantissime norme precauzionali e/o difensive che finivano col creare più confusione e paura. Non si può negare che moltissimi si straimportavano di tutto, contravvenivano alle norme; ma la maggior parte vi si atteneva, pur cadendo sempre più in preda alla paura, alla confusione e alla diffidenza degli altri. In tutti si pensava di scorgere dei possibili “untori” asintomatici. Paura, terrore, decessi sempre più numerosi, lutti, pianti e tanto altro di umanamente crudele si riversavano sull’umanità. Mentre si consumavano imbrogli, corruzioni, liti tra esperti, aumentava un senso di non-vita tra la gente. I socials infestavano di continuo la mente degli utenti che speravano in qualche buona notizia, mentre assistevano alle scene agghiaccianti di autocarri che trasferivano le bare dei morti chissà dove. Scene più devastanti di quelle della guerra; tanto che Papa Francesco, voce profetica, parlava di “terza guerra mondiale a pezzetti” e invitava al rispetto delle norme di turno (quanti turni di sono susseguiti!!!).
La terza fase, mentre è prolungamento delle due precedenti intercalate tra di loro, è quella attuale dei “vaccini”. Da inesperto non posso pronunciarmi su di essi, ma, al tempo stesso, sarei un infingardo se tacessi, non tanto in merito al pur iniquo mercato che se ne fa, quanto piuttosto alla leggerezza con le quale si inquieta la gente, mettendo in dubbio l’efficacia di alcuni di essi, o, addirittura, dichiarandoli pericolosi, salvo poi, seminato il panico, a riabilitarli con ulteriori controlli di laboratorio. Chiedo ai responsabili: non vi sembra che questo sia un gioco macabro? Pensate forse che, con una seconda dichiarazione, venga annullata, sic et simpliciter, nella mente delle persone l’atrocità di un dubbio che ormai serpeggia virulento? La gente attende, spera, si attacca tenacemente a un salvagente lanciato nelle onde tumultuose della pandemia; poi, all’improvviso, le viene sottratto. Lo sgomento è grande; sfocia nel panico e, in alcuni casi, nella disperazione. I susseguenti tentativi di rassicurazione non servono a ristabilire tranquillità. È serietà deontologica questa? Tutto questo ambaradan in tre tempi mi fa venire in mente l’accanimento… cattivo, pericoloso se non addirittura colpevole di gesti inconsulti. Mentre continuo a sollecitare me stesso e gli altri al rispetto delle norme e suggerimenti saggi, che fortunatamente non mancano da parte di alcuni responsabili, mi faccio grido di tanti fratelli e tante sorelle che anelano a una maggiore chiarezza e sicurezza; mi faccio anche urlo rivolto a coloro che riescono a trasformare la pandemia in occasione di illeciti guadagni (business). Spero vivamente che il fulgore delle prossime festività pasquali possa illuminare panorami sereni, menti e cuori ricchi di speranza.

+ Lucio Renna
Vescovo Carmelitano