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Anche a Brindisi le associazioni a tutela dei consumatori si muovono per fronteggiare il caro-carburante, con esposti e carte bollate, anche appellandosi alla magistratura

Anche a Brindisi le associazioni a tutela dei consumatori si muovono per fronteggiare il caro-carburante, con esposti e carte bollate, anche appellandosi alla magistratura
Fonte : Brindisi Report .it
E all’Autorità garante della concorrenza e del mercato e all’Arera. L’associazione: “Prezzi maggiorati ma non parametrati alle sanzioni stabilite per la guerra in atto né a maggiori costi di importazione”
BRINDISI – Come in altre parti d’Italia, anche a Brindisi le associazioni a tutela dei consumatori si muovono per fronteggiare il caro-carburante, con esposti e carte bollate, anche appellandosi alla magistratura. L’Adoc (Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori) di Brindisi rende noto di aver depositato in data odierna (14 marzo), per tramite dei legali Marco Masi e Marco Elia, presso la locale Procura della Repubblica, all’Autorità garante della concorrenza e del mercato e all’Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) un esposto denuncia circa l’aumento dei prezzi dei carburanti e delle materie prime nel settore energetico.
Recita un comunicato Adoc: “Quanto sopra in considerazione della speculazione sui prezzi del gas in atto a opera delle compagnie di importazione e distribuzione della materia prima in Italia. Prezzi maggiorati ma non parametrati alle sanzioni stabilite per la guerra in atto né a maggiori costi di importazione. Prezzo che per il mercato di maggior tutela è stabilito con delibera Arera ogni trimestre sulla base della quotazione della materia prima sul mercato Ttf”.
Per l’Adoc, nell’ultimo periodo di osservazione il discostamento tra quotazione e prezzo di vendita ha subito “incrementi ingiustificabili se non riconducibili a vere e proprie manovre speculative. Riteniamo che gli interventi sull’Iva o gli incentivi se non affiancati da un’azione del Governo per evitare manovre speculative non garantiscano i consumatori”.
Concludono da Adoc: “Il rischio reale è che i margini di spesa vengano occupati sul medio lungo periodo da ulteriori speculazioni. Preoccupa, inoltre, alla luce di quanto sta avvenendo, la liberalizzazione del mercato dell’energia per le ripercussioni economiche e sociali sui consumatori e gli effetti che l’operato della miriade di aziende nate per la commercializzazione delle materie prime avrà sull’utenza finale nei prossimi mesi”.