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ASCOLTATE, POPOLI TUTTI…. A cura di Mons. Lucio Renna

ASCOLTATE, POPOLI TUTTI….

A cura di Mons. Lucio Renna
“Ascoltate popoli tutti, porgete orecchio abitanti del mondo, voi nobili e gente del popolo, ricchi e poveri insieme” (Sal. 48, 1).
Ascoltiamo e contempliamo il mistero inaudito di un Dio che si fa uomo; mistero ineffabile, da vertigini per la mente umana. Ogni esistente è da Dio, è di Dio… nel cielo, sulla terra e nel mare. Egli ha creato tutto ciò che palpita di vita. Ma Lui stesso resta indefinibile, è mistero. L’unica definizione che possediamo ce l’ha data Lui stesso: Io sono! “Io sono” Madeleine Delbrell’ha tradotto: “Dio è: “Io ti amo” detto ad ogni creatura”.
Con la creazione inizia la storia dell’Amore e degli amati, del Creatore e delle creature. Costoro non sono statuine belle da guardare perché l’Autore possa compiacersi della propria bravura; ma esseri viventi. Tra tutti, l’uomo è il capolavoro insieme alla donna, perché “Io sono” li ha creati a sua immagine e somiglianza.
Ma – ahimè – in Eden la storia si attorciglia, come il serpente avvinghiato all’albero fatidico, e diventa intreccio di bene e di male, di luce e di tenebra, di grazia e di peccato. L’Amore però non rinuncia al suo intento originario che prevedeva Adam ed Eva come suoi figli ed interlocutori nel dialogo di comunione. E, d’altra parte, il serpente, il diavolo (da diaballein che, in greco, significa dividere) non demorde dal suo sordido progetto: trascinare dalla sua parte gli umani con le catene del peccato reso allettante come il frutto proibito: “diventerete come Dio, se a Lui disobbedirete”.
La storia umana diventa un groviglio dai contorni tenebrosi – opera del serpente – e dal punto centrale che sfolgora di luce immarcescibile ed è il mistero di Amore, mistero drammatico e glorioso di Dio che decide di farsi uomo.
Mentre, però, il malefico serpente si camuffa per affascinare e incatenare, abbagliare e plagiare gli umani, Dio-Amore sceglie la via opposta, quella della “kenosi” (annullamento) e diventa in tutto simile a noi, tranne il peccato. Egli, l’Onnipotente, l’Infinito, il Signore, si fa nostro servo per amore. Il malefico serpente segue la legge efferata del “tanto peggio tanto meglio”; Gesù, invece, nella logica del suo amore, vuole ridare all’uomo l’originaria essenza e fulgore di figlio di Dio.
Il “mysteriumAmoris” o “storia della salvezza” non ama coreografie scintillanti, grandiose, ammalianti tanto care al “mysterium peccati”. L’opera di recupero e di sanificazione Dio la avvia da subito dopo Eden, ma, dopo secoli o millenni di “mirabile duello” col serpente, la rende decisiva nella pienezza dei tempi e la inaugura, nel grembo della Donna del sì, quando giunse “la pienezza dei tempi”. “Et Verbum caro factum est et habitavit in nobis” (Il Verbo si fece carne ed abitò tra noi). Il serpente si ammanta di splendore e si insinua nell’animo degli umani col fascino del proibito, veleno dal sapore gradevole; il Verbo non ha nulla di diverso dalla stirpe umana; anzi nasce come “anawim” (povero fra i poveri, gente che non ha diritti da difendere) nello squallore di un rudere campagnolo in quel di Betlem.
Per trent’anni il Verbo si avvolge del silenzio di una vita povera in Nazaret. Gli ultimi tre anni del suo cammino terreno li vive impegnato nella missione di annunzio dell’Amore che libera e salva e di denuncia del peccato che uccide. Missione accompagnata o confermata da miracoli straordinari, tra i quali anche la risurrezione di morti. Tuttavia, il mistero d’Amore risplende al massimo nella “Ora del Golgota”, quando Cristo processato, flagellato, crocifisso, muore sul patibolo degli infami dicendo: “Consumatum est” (tutto è compiuto). La croce diventa il trono regale dell’Amore; e l’ora del Golgota, la punta massima di un amore immenso: quello del Creatore verso le sue creature!
San Paolo scriveva ai Romani: “Tutti hanno peccato e sono rivi della gloria di Dio; ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, in virtù della redenzione realizzata da Cristo Gesù. Dio lo ha prestabilito a servire come strumento di espiazione per mezzo della fede nel suo sangue, al fine di manifestare la sua giustizia” (3, 23-25a). Giustizia che sfocia nell’Amore senza confini. C’è un detto popolare che asserisce: “la misura d’amare, è amare senza misura”. In questo risiede il mistero di Dio che si fa uomo… “Ascoltate popoli tutti…” è il mistero di amore, di morte e di risurrezione. In Cristo morto e risorto, si verifica una “nuova creazione” e nell’uomo che accetta tale mistero, è ridata l’immagine e somiglianza di Dio.

+ Lucio Renna
Vescovo Carmelitano

P.S.: Siamo ancora nell’atmosfera pasquale; per questo ho voluto proporre la
presente riflessione strettamente collegata al Mistero del Crocifisso e
Risorto, Gesù Cristo.