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AstraZeneca, 29 milioni di dosi trovate dai Nas ad Anagni

AstraZeneca, 29 milioni di dosi trovate dai Nas ad Anagni
I carabinieri dei Nas hanno scoperto ad Anagni un grosso lotto di vaccini AstraZeneca di cui l’Ue non era a conoscenza
VirgilioNotizie | 24-03-2021

Un’ispezione dei carabinieri dei Nas nello stabilimento della Catalent di Anagni, in provincia di Frosinone, ha trovato 29 milioni di dosi del vaccino di AstraZeneca pronte all’esportazione, delle quali l’Unione Europea non era a conoscenza. Ne dà notizia l’Ansa.
È stata la Commissione europea a richiedere l’ispezione nella giornata di sabato. Il premier Mario Draghi ha informato il ministro della Salute Roberto Speranza, che ha inviato sul posto i Nas.
Secondo il rappresentante italiano dell’azienda, i lotti stoccati nello stabilimento di Anagni sono destinati al Belgio. Secondo funzionari europei invece AstraZeneca puntava a spedire quelle fiale nel Regno Unito e non nei Paesi Ue, nonostante i ritardi nelle consegne concordate con Bruxelles.
Grazie al nuovo meccanismo approvato dalla Commissione europea cha ha introdotto i criteri di reciprocità e proporzionalità, l’Italia può bloccare l’esportazione di questi lotti verso il Regno Unito. Ma non nel caso in cui la destinazione sia un altro Paese Ue.
Il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, ha parlato di “forti inadempienze” di AstraZeneca nella distribuzione dei vaccini. “Spetta all’azienda decidere dove vanno le dosi, ma non possiamo fare a meno di notare che AstraZeneca è molto indietro con le consegne”.
Secondo quanto riporta La Stampa, sarebbe stato il commissario Ue Thierry Breton a scoprire le manovre dell’azienda anglo-svedese durante un’ispezione nello stabilimento olandese di Leida gestito dalla Halix, uno dei due impianti utilizzati in Europa dalla casa farmaceutica per produrre il vaccino.
Lo stabilimento ha una capacità produttiva di 5-6 milioni di dosi al mese e ha iniziato la produzione lo scorso settembre. Gran parte delle forniture sono state esportate nel Regno Unito, ma il flusso si sarebbe interrotto a febbraio quando è entrato in vigore il regolamento Ue per il controllo dell’export.
Non avendo avuto risposte dall’azienda su che fine avesse fatto parte delle dosi prodotte, Breton ha segnalato il caso alle autorità italiane, che hanno disposto l’ispezione nello stabilimento di Anagni.