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Chi ridarà ai Nonni il tempo perduto….. (non vissuto con i cari nipoti)

Chi ridarà ai Nonni il tempo perduto…..
(non vissuto con i cari nipoti)

Acura di Nicola Muscogiuri

Per caso mi sono imbattuto in una frase estrapolata da un discorso dell’esperta e conosciutissima virologa Ilaria Capua, che a mo’ di raccomandazione diceva: “nonni e nipoti non potranno stare insieme come prima”. Se per assurdo avessi intuito il senso di quell’espressione, prima ancora di leggerla, lo avrei senz’altro evitato per quanto duro e violento è stato l’impatto emotivo e mai nella vita fin qui trascorsa avrei pensato ad una eventualità del genere. Naturalmente non era volontà della signora scatenare tale sgomento interiore a nessuna Persona, ma solo esprimere, da esperta stimata, una realtà che può determinarsi se l’attuale emergenza sanitaria dovesse protrarsi nel tempo. Quindi come se non bastasse tutto l’inferno in termini di salute compromessa e di dolorose dipartite che ha scatenato questo “virus maledetto”, non pienamente soddisfatto vuole ancora portale sfacelo nel corpo, nella mente e nel cuore delle Persone. Era inevitabile che il pensiero corresse ai propri affetti, pregando intimamente che tutto sia solo un brutto sogno e che appena in situazioni di sicurezza poter tornare ad abbracciare con una gioia ed affetto ancora più grande i cari nipotini/e. Chi è nelle condizioni di Nonno/a può senz’altro capire cosa vuol dire essere lontani da loro ed oggigiorno accade ancor più che nei tempi trascorsi, perché la vita facilmente porta a vivere in posti diversi e di conseguenza più problematiche nell’accudire e crescere i figli. Ma non è soltanto per un bisogno materiale che si vorrebbe essere vicini ai propri nipoti, ma anche è soprattutto per quel pieno di affetto e tenerezza che è fonte di serenità, di pienezza e di appagamento. Un po’ di anni fa e prima ancora che la mia figliola mi regalasse “un fiore umano” di nome Andrea, quando sentivo amici o parenti già in condizione di Nonni che parlavano dei propri nipoti in termini di assoluta gioia, sinceramente pensavo che esagerassero, anche se, per non dare loro delusione alcuna, mi astenevo dal fare commenti. Poi, come accade nella vita, arriva il tempo che queste condizioni ti toccano ed allora comprendi che quanto asserivano era pura e semplice verità. Improvvisamente senti una energia del tutto nuova e senza volerlo intimamente preghi il buon Dio che ti dia tempo a sufficienza per poterlo veder crescere ed aiutarlo, per quanto possibile, nel suo cammino di vita. Adesso vive in una città a nord della Puglia e come tutti i bambini è “forzatamente recluso” in casa, per fortuna col suo Papà il cui lavoro momentaneamente ha potuto e dovuto lasciare per stargli vicino. La sua mamma purtroppo la vede poco, perché fa parte di quella grandissima “schiera degli angeli” che in camice bianco, mascherina e guanti assolvono il loro importante ed indispensabile lavoro negli ospedali e strutture sanitarie in genere. Chissà in tutto questo trambusto cosa pensano nella loro mente di bambini e cosa gli resterà in futuro, di questi drammatici momenti, considerando di come il loro “piccolo mondo dorato” all’improvviso è stato stravolto da un nemico invisibile e tanto crudele. In questi momenti il pensiero corre anche ai nonni avuti e che tanta importanza hanno rappresentato nella propria vita, che si è andata via via consolidata, e rimarranno sempre i loro racconti, i loro proverbi, le loro esperienze, la loro dolcezza, anche se a volte non del tutto esibita. Al tempo della mia infanzia i nonni vivevano in casa con qualcuno dei figli/e ed erano accuditi e rispettati fin quando in vita. Nella famiglia dei miei genitori viveva il papà della mamma e per tutti i nipoti era come se fosse un secondo padre, da cui sperare anche l’elargizione di qualche soldino per le minime necessità. Purtroppo anche per Lui arrivò il tempo di lasciare questo mondo e quando avvenne quel distacco mi colpì profondamente e, pur giovanissimo, mi fece riflettere sul senso della vita e sulle vere priorità a cui dare importanza durante il percorso futuro. In questi nostri tempi forse per molti, i Nonni e gli anziani in generale potranno avere uno scarso valore, visto in termini puramente materiali, ma è indubbio che abbiano un grande significato morale. Quando uno di loro viene richiamato al cielo da questa vita, va via anche una parte fondamentale della storia ed unità di una famiglia, ma anche di una parte di storia della società a cui hanno fatto parte. Questi valori non dovrebbero mai essere dimenticati ed è bello vedere una società in cui bambini ed anziani “crescono insieme”, magari anche nel giocare, perché questo allontana dalla mente lo spettro dell’età avanzata e i bambini ricevono insegnamenti e valori sani. In questi nostri tempi tantissime cose sono cambiate ed in un contesto sociale in continua trasformazione, i Nonni di oggi assolvono sempre più a compiti accuditivi nei confronti dei nipoti e le migliorate condizioni di vita, fisiche e mentali, danno l’opportunità di avere più forza e capacità nello svolgere al meglio questo ruolo. Ma è sempre l’aspetto affettivo che predomina nel rapporto con i nipoti e quella tenerezza nel considerarli è fonte di gioia, di pienezza e di appagamento. Le effusioni e le carezze, che pure tendono a contenersi nel mentre che crescono, sono cosi gratificanti che ti riconciliano con la vita e ricreano un senso di utilità famigliare ed anche sociale. Vicino a loro si è portati a rinnovare quel sentimento di paternità/maternità sopito dal tempo, tanto da chiederti sovente: se i miei figli sono stati cosi piccoli, com’è che lo ricordo appena??? Le loro voci, le loro domande, la loro stessa presenza crea un’atmosfera viva e rasserenante e può sembrare strano, ma anche il solo pensarli da lontano, riescono a darti questa ottimale condizione. E basta saperli in buona salute e felici con i loro genitori perché per luce riflessa stiamo bene pure noi Nonni. Perciò gentile signora Ilaria Capua, forse sarà ingenuo quanto idealmente Le chiedo e potrebbe dire che non è cosa da Nonni, però è il cuore a parlare così: riveda i suoi studi e chissà che, in un approfondimento degli stessi, non possa rilevare di essersi sbagliata nelle infauste previsioni, per ridarci la certa speranza di “poter sempre riabbracciare i nostri cari nipoti”.

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