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Controlli a sorpresa da parte dei carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro nella provincia di Brindisi. Il progetto di servizio è stato denominato “Alt Caporalato

Controlli a sorpresa da parte dei carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro nella provincia di Brindisi. Il progetto di servizio è stato denominato “Alt Caporalato”
Fonte : Lo Strillone
Controlli a sorpresa da parte dei carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro nella provincia di Brindisi. Il progetto di servizio è stato denominato “Alt Caporalato” e mira a contrastare ogni forma di sfruttamento nel mondo del lavoro. Al progetto hanno partecipato e partecipano sia gli ispettorati del lavoro delle Asl di Brindisi e Lecce, sia appunto i militari del Nil, coadiuvati dai mediatori culturali messi a disposizione dall’Organizzazione Internazionale per le migrazioni e dal personale della polizia di Stato della Questura di Brindisi.
Negli ultimi giorni sono state 18 le ispezioni nei luoghi di lavoro.
153 i lavoratori identificati, dei quali 139 italiani, un lavoratore comunitario e 13 provenienti da paesi extra-Ue. Nel novero rientra anche un minorenne. Sono stati individuati in totale 16 lavoratori in nero, tra i quali un extracomunitario privo di permesso di soggiorno, e sono stati adottati 5 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale.
Già nella fase di svolgimento degli accessi è risultato irregolare il 72 percento delle aziende ispezionate: sono state riscontrate violazioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di corretto svolgimento del rapporto di lavoro. Nello specifico, sono state accertate scorrettezze riguardo l’orario lavorativo.
Tra i primi riscontri, anche l’impiego di un lavoratore non ancora maggiorenne
Tra i primi riscontri, anche l’impiego di un lavoratore minorenne che non godeva neppure dei previsti riposi settimanali.
Inoltre, provvedimenti per le violazioni della normativa in materia di salute e sicurezza, mentre per l’impiego di lavoratori irregolari è stato disposto l’allontanamento degli stessi sino alla completa regolarizzazione. Le sanzioni comminate ammontano ad oltre 80.000 euro.