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CORONA VIRUS, CORONA DI SPINE A cura di Mons. Lucio Renna

mons. Lucio Renna

CORONA VIRUS, CORONA DI SPINE

Il male che tiranneggia l’umanità con una pandemia terribile, paragonata a una guerra crudele e subdola, ha un nome ambiguo perché si presenta come “corona” nella prima parte e come “virus” nella seconda. Esso richiama un mistero, quello della “corona di spine” che cingeva dolorosamente la fronte di Cristo, facendola sanguinare terribilmente. Il sangue, raggrumato e frammisto a fango e sputi dei carnefici, rendeva inguardabile il volto del Condannato. Il “coronavirus” rende sgomenta, attonita e desolata la nostra umanità. Esso esercita violenza di terrorismo su tutti, nessuno escluso, forse anche su coloro che lo hanno in qualche modo agevolato o – peggio ancora – procurato per loschi interessi non meglio qualificabili. Due corone a confronto – “sit venia verbis” diciamo a Gesù – degli eventi.Il “coronavirus” è divenuto pandemico con il male, la paura, la sofferenza e la morte checomporta. La corona virale evoca malattia, per la quale ad oggi non esistono antidoti; la corona sacrificale porta alla morte il Nazzareno che, così, diventa fonte di salvezza delle creature di ieri, di oggi e di sempre. Le due corone non hanno motivazione alcuna. Ma, mentre quella virale, se esplosa naturalmente, è grido del creato sbrindellato dagli abusi umani; oppure, se inventata da qualche mente diabolicamente perversa, è frutto di umanità sfilacciate e malate; la corona sacrificale, voluta dall’invidia e dall’odio di religiosi e funzionari spietati, apre orizzonti di vita eterna, di libertà e di salvezza.

Guardando nelle pieghe degli eventi, il “coronavirus” divenuto pandemico procuratore di morte, contrasta essenzialmente con la corona di spine che è evento pandemico di libertà di ogni creatura e di ricongiungimento col Creatore, Signore della storia generale degli uomini e delle storie personali di ciascuno di essi. Ed ancora: mentre il “coronavirus” ha le sue strane e paurose liturgie (norme, consigli compulsivi, strade vuote, chiese disertate ecc. ecc.); la corona di spine sollecita la liturgia devozionale e sacramentale, specialmente nell’attuale cammino quaresimale; liturgia di passione e di morte (venerdì santo) ma è fondamentalmente celebrazione della vita nuova (domenica di Pasqua), di vita risorta.

La corona virale avvinghia nelle spire del terrore, non ha respiro pulito e non fa respirare; la corona sacrificale è invece, non solo promessa, ma anche aurora dei tempi della speranza che mai più fine avranno. La corona virale, nel suo torbido linguaggio, casualmente aiuta a riscoprire valori che parevano scomparsi: familiarità, gusto di stare insieme, scoperta della propria abitazione, dialogo intergenerazionale, salvaguardia della natura. Essa tuttavia resta malvagia realtà, da cui vogliamo tutti uscirne al più presto, collaborando, col nostro regolamentato comportamento, al lavoro generoso, pericoloso, di tanti operatori sanitari e scienziati. Purtroppo, quando si verificano eventi drammatici come l’attuale, ci sono sempre persone che speculano sulla sofferenza degli altri. Costoro sono chiamati “sciacalli” e si approfittano del terrore delle persone per torchiarne monete che gridano vendetta al cospetto di Dio, come quei trenta denari che portarono alla morte Cristo e all’impiccagione della creatura più disperata che l’umanità abbia mai conosciuta: Giuda. Chi opera nell’orbita del traditore, in nome di Dio, desista dal suo malaffare: costruire il proprio benessere sul malessere degli altri.

Il nostro oggi si protende a un domani di speranza e di risurrezione. Stiamo vivendo una Quaresima veramente molto forte. Dinanzi ai nostri occhi e dentro il nostro cuore si offre un’umanità dolente da confortare e il volto sofferente del Servo di JHW da contemplare, da amare e da vivere perché, morendo, con Cristo, all’uomo incatenato e sfigurato che è in noi; con Lui risorgiamo all’uomo nuovo, quello che ama, spera e crede nell’avventura della “Historia salutis” (la Storia della salvezza).

 

+ Lucio Renna

Vescovo Carmelitano