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Corona virus: il nuovo vaccino bivalente di Pfizer protegge da Cerberus e dalle altre sottovarianti di Omicron

Corona virus: il nuovo vaccino bivalente di Pfizer protegge da Cerberus e dalle altre sottovarianti di Omicron
Fonte NOINOTIZIE.
Di Francesco Cava:

Lo scorso mese di ottobre l’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC – Centro Europeo per la Prevenzione e Controllo delle Malattie) ha pubblicato un rapporto relativo alla nuova sub-variante Omicron, ribattezzata Cerberus, segnalando un’aumentata circolazione di questa in vari paesi europei, con la probabilità che nelle sue sotto-varianti BQ1 e BQ1.1, sarebbe diventata in breve periodo la variante dominante.
Un altro importante dato riferito dal report informa che in base agli studi effettuati si registra una rilevante capacità di BQ.1 di sfuggire alle difese dell’organismo, quindi sia alla risposta immunitaria indotta da vaccinazione che da infezione naturale, anche se al momento non ci sono evidenze che questa variante sia associata a una maggiore gravità dell’infezione rispetto a Omicron BA.4/BA.5.
Nello stesso mese di ottobre il Ministero della Salute–Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria- promulga una circolare avente ad oggetto: “aggiornamento delle indicazioni sul richiamo con vaccini a RNA-bivalenti nell’ambito della campagna di vaccinazione anti SARS-CoV-2/COVID-19” di seguito fedelmente riportata
“L’attuale contesto epidemiologico presenta un’aumentata circolazione del virus SARS-CoV-2 contestuale all’incremento dell’indice di trasmissibilità sopra la soglia epidemica. Al fine di realizzare un ulteriore consolidamento della protezione conferita dai vaccini nei confronti delle forme gravi di COVID-19, e nel rispetto del principio di massima precauzione, si raccomanda un’ulteriore dose di richiamo con vaccino a mRNA bivalente, a favore delle persone di età ≥ 80 anni, degli ospiti delle strutture residenziali per anziani e delle persone di età ≥ 60 anni con fragilità motivata da patologie concomitanti/preesistenti (che hanno già ricevuto una seconda dose di richiamo con vaccino a mRNA monovalente, una volta trascorsi almeno 120 giorni dalla stessa o dall’ultima infezione da SARS-CoV-2 (data del test diagnostico positivo). Su richiesta dell’interessato, anche tutti gli altri soggetti ultrasessantenni che hanno già ricevuto un secondo richiamo con vaccino a mRNA monovalente, potranno comunque vaccinarsi con un’ulteriore dose di vaccino a mRNA bivalente, una volta trascorsi almeno 120 giorni dal secondo richiamo o dall’ultima infezione da SARS-CoV-2 (data del test diagnostico positivo). A tal fine, si precisa che i vaccini a m-RNA bivalenti sono già autorizzati da EMA (Agenzia Europea dei Medicinali) ed AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) per l’utilizzo come dose di richiamo, a prescindere dal numero di dosi precedentemente ricevute.”
A tal proposito, al fine di rinforzare le nostre difese contro il Covid, dal primo dicembre è partita una campagna governativa di sensibilizzazione per sottoporsi ai richiami della vaccinazione: studi ed esperienze sul campo dimostrano che dopo quattro mesi dalla vaccinazione, o da suoi richiami, le nostre difese immunitarie si attenuano, esponendoci così ad una possibile infezione.
Il rischio non può minimizzarsi: negli ospedali sentinella, individuati per effettuare studi epidemiologici della malattia da Coronavirus, si registra un aumento di ospedalizzazioni da Coronavirus del 24%; ricovero che in caso di aggravamento prevede il successivo passaggio in terapia intensiva e, come ultimo approdo, la morte.
Vaccinazione
Il vaccino anti-Covid bivalente di Pfizer-BioNTech aggiornato a Omicron 4 e 5 protegge anche da Cerberus (BQ.1.1), il sotto-gruppo di Omicron 5 che sta crescendo rapidamente in decine di Paesi, tra cui l’Italia (secondo l’ultimo rilevamento diffuso dall’Istituto superiore di sanità, il ramo BQ.1, a cui appartiene Cerberus, era già al 30,7% l’8 novembre scorso). La protezione si associa ad un aumento del titolo anticorpale, indicato da nuovi dati annunciati dal colosso Usa e dal suo partner tedesco. Le due aziende informano che lo studio specifico è stato condotto su sieri di vaccinati di età superiore a 55 anni. Un mese dopo una dose booster del vaccino Covid-19 bivalente, aggiornato a Omicron BA.4/BA.5, i titoli anticorpali neutralizzanti (capaci cioè di inattivare il virus) diretti contro BQ.1.1 sono aumentati di quasi 9 volte (8,7) rispetto ai livelli pre-richiamo, contro un incremento di circa 2 volte (1,8) rispetto al vaccino messo a punto sulla variante di Wuhan.
Rispetto al vecchio vaccino, dunque, quello nuovo contro Omicron 4 e 5 protegge da Cerberus quasi 5 volte di più (4,8), e protegge anche, con un aumento del titolo anticorpale , contro altre due varianti, la Centaurus e la Gryphon. Insomma, il vaccino aggiornato di Pfizer protegge sia contro Cerberus che contro le altre sotto varianti ad oggi conosciute di Omicron.
Effetti collaterali della vaccinazione
Il rischio di gravi complicazioni in caso di malattia da nuovo coronavirus è nettamente superiore della probabilità di gravi effetti collaterali della vaccinazione anti-COVID-19. In altre parole a essere pericoloso è il coronavirus, non la vaccinazione.
Il consorzio Pfizer/BioNTech ha testato il vaccino in uno studio con 43 000 partecipanti. Alla metà delle persone testate è stato somministrato il vaccino anti-COVID-19 e all’altra metà un placebo senza alcun effetto. Gli effetti collaterali osservati nei partecipanti allo studio sono stati quelli classici che si verificano anche con altre vaccinazioni. Oltre a lievi reazioni locali nel punto d’iniezione, nelle persone sottoposte alla vaccinazione anti-COVID-19 si sono manifestati:
stanchezza
mal di testa
dolori muscolari
dolori articolari
brividi
febbre
disturbi gastrointestinali
Questi sintomi sono stati di breve durata. Compaiono spesso dopo una vaccinazione e dimostrano che il corpo sviluppa una protezione contro la malattia.
In forma lieve costituiscono dunque un segnale positivo.