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CORONAVIRUS , QUANDO FINIRA’ LA PANDEMIA

CORONAVIRUS , QUANDO FINIRA’ LA PANDEMIA

Fonte : Ansa

La pandemia di coronavirus ha sconvolto gli equilibri e le vite di miliardi di persone in tutto il mondo. Tra lockdown e misure di contenimento più o meno restrittive, quasi ogni Paese del globo ha dovuto fare i conti con una malattia per la quale non si dispone ancora di un vaccino realmente efficace e sicuro che possa permettere un graduale ritorno alla normalità. Nonostante ci siano molti candidati vaccini che hanno dato buoni risultati, bisognerà attendere ancora qualche mese prima che siano disponibili su larga scala.

Ma piuttosto che concentrarsi sul futuro, alcuni studiosi hanno rivolto uno sguardo al passato facendo affidamento a modelli matematici per prevedere quando finirà la pandemia di coronavirus. Modelli che partono da dati reali ma che non necessariamente propongono risultati certi.

I punti di riferimento del passato sono rappresentati dalle precedenti epidemie. Oggi è evidente come il Sars-CoV-2 ha avuto un comportamento diverso dal primo coronavirus, apparso nel 2002, che ha provocato l’epidemia di Sars e che nel giro di qualche mese è sparita provocando qualche centinaio di vittime. Malgrado le previsioni di alcuni esperti, che a inizio 2020 avevano previsto (o meglio, sperato) che il nuovo coronavirus sarebbe sparito in estate, ad ottobre l’Europa è stata travolta dalla seconda ondata. Nemmeno l’immunità di gregge, invocata da qualcuno, è stata raggiunta.

Tuttavia, molti degli sforzi compiuti dalle persone hanno dato i loro frutti: distanziamento sociale, mascherina e igiene personale si sono dimostrati metodi efficaci per arrestare l’avanzata del virus, anche se non sono stati sufficienti a debellarlo. Nükhet Varlik, docente di storia all’Università della South Carolina, ha scritto su theconversation.com: “Anche se la pandemia ha rallentato in una parte del mondo, probabilmente continuerà in altri luoghi, causando infezioni altrove. E anche se non è più una minaccia immediata a livello di una pandemia, il coronavirus diventerà probabilmente endemico, il che significa che la trasmissione lenta e sostenuta persisterà. Il coronavirus continuerà a causare epidemie minori, proprio come l’influenza stagionale”.

Ad oggi, il vaiolo risulta essere l’unica malattia debellata attraverso il vaccino, assieme alla peste bovina sconfitta nel 2011. Virus e batteri, infatti, difficilmente riescono a essere sconfitti ma piuttosto imparano a convivere (con conseguenze più o meno gravi) con gli esseri umani. La letalità di questi microrganismi può essere però mitigata attraverso l’assunzione di farmaci, come è accaduto ad esempio con l’Hiv, che durante gli anni ’80 provocò parecchie vittime e per il quale oggi si registrano molti meno decessi.

Un altro caso di una malattia mai scomparsa nei secoli è quello della malaria, principalmente trasmessa dalle zanzare. Tuttavia nel 2018, il prof. Andrea Crisanti è riuscito a mettere a punto una reazione a catena genetica in grado di annientare intere popolazioni di zanzare anofele che trasmettono la malattia. All’Ansa, Crisanti ha dichiarato: “È un lavoro fondamentale, dimostra per la prima volta come, utilizzando una soluzione di genetica, sia possibile controllare specie dannose per l’uomo. Per la prima volta la tecnologia offre all’uomo la possibilità di combattere gli insetti nocivi”.

Il caso dell’influenza spagnola è particolarmente illuminante, in quanto è stata una delle epidemie più letali dell’ultimo secolo. Secondo le stime ufficiali ha provocato almeno 50 milioni di vittime. Come riporta il Corriere della Sera, Benito Almirante, responsabile delle malattie infettive dell’ospedale Vall d’Herbon di Barcellona, ha dichiarato: “L’influenza spagnola ha continuato ad apparire, mutando e acquisendo materiale genetico da altri virus”. Tuttavia, per gli accademici la pandemia finì nel 1920 attraverso l’immunità di gregge.

Anche la peste è una piaga che affligge l’umanità da secoli e non è stata ancora debellata. Soltanto qualche settimana fa, in Cina, è scattato lo stato di emergenza in seguito all’infezione da parte di un bambino nella provincia meridionale dello Yunnan. Tuttavia oggi esistono rimedi che rendono questa malattia facilmente contenibile, a differenza di quanto accaduto in Europa nel XIV secolo, quando provocò circa 20 milioni di vittime.

Quanto al coronavirus Sars-CoV-2, la battaglia è ancora in corso e non è facile prevederne l’esito. Sicuramente l’arrivo di un vaccino efficace in dosi consistenti potrà rallentarne la diffusione, ma non ci è dato sapere se il virus sparirà del tutto o se diventerà endemico come l’influenza stagionale. Ma c’è chi guarda con ottimismo al futuro: Francesco Le Foche, immunologo all’università La Sapienza di Roma, ha detto al Corriere della Sera che “ci sono le premesse per essere fiduciosi e aspettarsi che questa epidemia entro marzo-aprile sia finalmente domabile”.