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DUE PESI E DUE MISURE a cura del Preside prof. Luigi PRANZO

DUE PESI E DUE MISURE
a cura del Preside prof. Luigi PRANZO

All’inizio del mese di ottobre ci ha lasciati il concittadino Vito Carrozzo. Lo vedevamo quasi ogni giorno rifornirsi dell’acqua potabile, con vari contenitori , alla fontana “ ti li Caramivi”. Forse, la nostra comunità avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione al suo disagio; è facile immaginare che le due stanze che occupava in via San Pancrazio non avessero l’acqua potabile, l’acqua calda, i servizi igienici, i riscaldamenti per l’inverno ed un climatizzatore per mitigare il caldo afoso della lunga estate. Un giorno, in farmacia, nel mese di settembre, disse che si sentiva molto male: stava dicendo la verità considerata la sua dipartita a distanza di pochi giorni.
Forse occorrerebbe riflettere un pochino, su questo e su altri casi simili ed eventualmente chiedersi se gli interventi necessari a salvaguardare la dignità umana vadano estesi anche a cittadini di nazionalità italiana.
Le navi che accolgono gli immigrati per la quarantena costano, ciascuna delle quattro, 85 mila euro al giorno, senza considerare le spese per il vitto, la pulizia della persona, gli indumenti, gli assistenti di bordo ed il personale medico. Certo, gli immigrati hanno il pieno diritto di essere accuditi, rifocillati, istruiti e sistemati in ambienti ben umanizzati. E’ disumano, invece, quando gli ambienti che occupano sono spesso completamente distrutti, non certo per un innato indole vandalico, ma per gratificare, a modo loro, la nostra calorosa accoglienza. E’ nostro dovere, soccorrerli, accoglierli e mantenerli perché ce lo impone la nostra bontà, forse anche la nostra disponibilità economica, questo non si capisce molto bene, però non si comprende l’atteggiamento disinteressato quando si tratta di connazionali.