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E’ UNO CHEF INTERNAZIONALE GIOVANE TORRESE

La favola di Pietro: da piccolo casaro a chef internazionale con le sue burrate ai primi piatti italiani
fonte : Lo Strillone
Pietro durante uno dei suoi numerosi show cooking in giro per il mondo: qui al Centro europeo, accademia di gastronomia

Pietro comincia ad avere dei fan internazionali

La storia del 26enne Pietro Spina ha dello straordinario e dimostra che, con talento e inventiva, si può fare fortuna anche oggigiorno. Sono stati proprio talento e inventiva, infatti, a portarlo dall’altra parte del mondo: partito dal suo paese, dove sin dalla tenera età era un casaro, a suon di show cooking sempre più apprezzati, è approdato in Brasile, dove si è ritrovato nientemeno che a cucinare in Ambasciata. Cosa? Una sua invenzione: le burrate ai primi patti tipici italiani. Il celebre latticino pugliese si rende protagonista di una vera e propria esplosione di gusto, svelando al suo interno ora delle polpette, ora delle orecchiette, ora un risotto oppure tanto altro ancora…Lo Strillone l’ha intervistato:
1) Sei partito da un paesino, ti sei ritrovato in un’Ambasciata italiana all’estero e con un sacco di follower su Instagram. Quando, dove e come nacque tutto?

Prima di arrivare in Brasile, ma soprattutto a Brasilia, nell’Ambasciata italiana, ho avuto una vita abbastanza sacrificata. Il mio lavoro in caseificio è iniziato in tenerissima età: a otto anni la prima volta che ho messo le mani dentro il latte… Dopo qualche anno ho cominciato a partecipare a piccoli eventi con il mio show cooking in paesi limitrofi e questo mi divertiva molto, anche se mi imbarazzava tanto essere al centro dell’attenzione. Con l’esperienza poi ho avuto la fantastica idea di inventare totalmente delle nuove idee di burrata, utilizzando come ripieni dei primi piatti italiani. E oggi eccomi qui.
2) L’idea della burrata che “esplode” e svela i primi piatti tipici italiani. Come ti è venuta quest’idea?
L’idea della burrata ripiena con primi piatti italiani o come per la burrata dessert mi è venuta così, per gioco. Ricordo ancora il giorno in cui chiesi ad un mio amico chef di venire a casa mia per aiutarmi a preparare una carbonara. Avevo voglia di creare qualcosa di forte, di nuovo, che colpisse la gente.
3) Perché proprio il Brasile? Ti mancano la tua terra, i tuoi familiari, i tuoi amici, la tua casa?
Venire in Brasile grazie al mio successo è stato come vivere un sogno. Avevano bisogno di un professionista sulla burrata e non hanno esitato a contattarmi. Sì, mi manca tanto la mia famiglia, così come i miei amici ma in particolare mi manca la mia piccolissima città, Torre Santa Susanna.
5) La tua più grande soddisfazione finora.
Aver fatto conoscere le nostre tradizioni culinarie, la nostra terra, le nostre origini e tradizioni tutte, credo sia una delle più grandi soddisfazioni.
6) Il tuo sogno nel cassetto.
Uno soltanto: aprire il primo locale dove sia possibile gustare le mie burrate.
7) Cosa vorresti fare da grande?
Continuare a fare quello che sto facendo adesso, aumentando sempre di più le mie ambizioni e cercando di far conoscere in ogni angolo del mondo la nostra cultura culinaria.
8) La tua creazione che ha avuto maggior successo, quella a cui sei più affezionato e la tua preferita al palato.

La “figliata salentina”

La figliata salentina, senza dubbio! È un mix tra storia e sentimento.
Un po’ come quando ti chiedono ti preparare un piatto che parli della tua vita, così è stato. La figliata salentina è una burrata ripiena con polpette al sugo… Ricordo la prima volta che la preparai, utilizzando le polpette della nonna. Fu un’emozione unica e indimenticabile.
9) La richiesta più strana ricevuta?

Una ragazza brasiliana mi ha chiesto una scamorza a forma di pene e io, un po’ in imbarazzo ma da professionista, l’ho accontentata (ride) e ho condiviso sui social anche quella bizzarra creazione…
10) Se si organizza un evento dalle nostre parti, sarai dei nostri?
Con immenso piacere! Ci si vede ai primi del nuovo anno! ()