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Firmato il nuovo Dpcm anti Covid, Puglia tornerà arancione restrizioni fino al 5 marzo.

Firmato il nuovo Dpcm anti Covid, Puglia tornerà arancione  restrizioni fino al 5 marzo.

 

Fonte : brindisireport.it

 

l premier Giuseppe Conte ha firmato stamattina il nuovo Dpcm che contiene misure anti Covid valide da sabato 16 gennaio, fino al 5 marzo. Nel pomeriggio è attesa anche l’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, che a partire da domenica 17 gennaio istituirà tre zone rosse (la provincia autonoma di Bolzano e le regioni Lombardia e Sicilia) e zone arancioni fra cui la Puglia, oltre ad Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Umbria, Valle d’Aosta, Calabria, Emilia-Romagna e Veneto. Il Tacco d’Italia è infatti fra le regioni che hanno l’indice di trasmissione Covid superiore a 1 nel periodo 4-10 gennaio, con dati aggiornati al 13 Restano in zona gialla: Basilicata, Campania, Molise, Sardegna, Toscana, Provincia Autonoma di Trento

Spostamenti fra Comuni vietati

 

Il dpcm conferma le misure di contenimento già vigenti e il modello di suddivisione in fasce differenziate di rischio. E’ prevista l’introduzione di una quarta area, bianca, in cui potranno rientrare solo le regioni con bassa incidenza del virus, vale a dire con incidenza sotto i 50 casi ogni 100mila abitanti e Rt sotto a 1.  Gli spostamenti, in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, sono vietati fino al 15 febbraio, ad eccezione di quelli con comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità, ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Saranno consentiti solo gli spostamenti dai comuni fino a 5mila abitanti, entro un raggio di 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione, però, dei rispettivi capoluoghi di provincia.

Nelle regioni ‘gialle’ – non in quelle arancioni o rosse – le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentiti dalle 5 alle 18, mentre il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi. Dopo le 18 è vietato l’asporto, e, quindi, il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico, a prescindere dal colore di una regione.

 

Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze; per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate dai codici Ateco 56.3 e 47.25 l’asporto è consentito esclusivamente fino alle ore 18:00.

Trasporti, scuole e musei

 

Per quanto riguarda i bus, “a bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale, con esclusione del trasporto scolastico dedicato, è consentito un coefficiente di riempimento non superiore al 50 per cento”. Per quanto riguarda le scuole, da lunedì prossimo gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado torneranno alla didattica in presenza “almeno il 50% fino a un massimo di 75%. La restante parte dell’attività didattica sarà svolta tramite il ricorso alla didattica a distanza.Confermata l’indicazione di poter ricevere a casa massimo due persone non conviventi, come già avvenuto durante le vacanze di Natale. Riprendono anche i concorsi banditi dalle pubbliche amministrazioni, dal 15 febbraio ma per un massimo di 30 candidati per sessione. Musei aperti nelle zone gialle, fatta eccezione nei weekend. Il servizio di apertura al pubblico “è assicurato, dal lunedì al venerdì, con esclusione dei giorni festivi”.

Piscine e palestre

 

Piscine e palestre restano chiuse fino al 5 marzo.  “Sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative o terapeutiche, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi”. “Ferma restando la sospensione delle attività di piscine e palestre, l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (Fmsi), con la prescrizione che è interdetto l’uso di spogliatoi interni a detti circoli”.

“A bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale, con esclusione del trasporto scolastico dedicato, è consentito un coefficiente di riempimento non superiore al 50 per cento”. Si legge nel dpcm firmato oggi dal premier Giuseppe Conte.