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I monumenti del nostro comune . La nostra storia

Nell’ultimo numero vogliamo ricordarli tutti. A loro tante pagine ha dedicato il Giornale di Torre
COLONNA DI SANTA SUSANNA

Questo monumento fu edificato nel 1837 e segna il punto esatto dove sorgeva l’antica torre angioina costruita nel Medioevo. Il manufatto antico, divenuto pericolante per effetto dei terremoti del 1627 prima e del 1743 dopo, fu demolito agli inizi del XIX sec. per dar posto all’attuale monumento celebrativo. Il progetto fu opera di un certo Sardella di Cursi e come tutte le opere, che sorsero in quel periodo, fu realizzato in tufo lavorato con rilievi.
Elevato su di un basamento di forma ottagonale composto di cinque gradini su cui si appoggia la base della colonna.
Si vuole che l’opera sia nata per ringraziare la Santa del miracolo che operò in occasione del colera della prima metà dell’ottocento, che causò molti morti nella vicina Erchie, facendo rimanere immune la cittadina di Torre. L’opera è alta 12 metri mentre la statua circa due metri.

SANTUARIO DI SANTA MARIA DI GALASO

Questo notevole Santuario Mariano nasce alla storia con il ritrovamento di un’immagine di una Madonna con Bambino di origine basiliana, affrescata in una grotta. Tale immagine fu strappata dal suo luogo originale e fu posta sull’altare principale, quale pala d’altare. L’operazione avvenne nel secolo XV sulla cripta basiliana che era annessa ad una cisterna degli antichi fortilizi romani, l’acqua della cisterna era ritenuta miracolosa. Oggi il santuario si presenta partito su due livelli, quello inferiore è il vero e proprio Santuario, mentre quello a piano stradale costituisce lo spazio riservato all’ingresso, da questo piano si scendono ben 13 gradini per arrivare al piano della navata dell’edificio.
Oggi la costruzione, fortemente rimaneggiata in diversi periodi, presenta notevole documentazione artistica. L’altare maggiore è, infatti, uno splendido esempio d’arte barocca nella cui nicchia centrale trova collocazione l’affresco basiliano, l’altare barocco è un’opera dello scultore di Muro Leccese Carluccio del 1727, mentre un pregevole presepe, è attribuito allo scultore Ricciardi di Lecce.
L’edificio ebbe un’ulteriore modifica nel 1899 per opera del Vescovo di Oria Mons. Gargiulo, ma fu consacrato santuario Mariano dell’Ordinario diocesano nel 1949. Le modifiche della facciata le dettero il nuovo vestito neogotico.

CHIESA MATRICE

Si vuole costruita all’inizio del XIV secolo, quando gli abitanti dei casali vicini si trasferirono sul sito dell’attuale cittadina.
Questo armonioso monumento cinquecentesco fu inizialmente dedicato a Santa Maria Annunziata, poi a San Nicola. L’intitolazione a questo santo fu una sollecitazione dei coloni di Tubiano trasferitisi in Torre, che nel loro villaggio avevano la loro chiesa intitolata a tale santo.
Oggi il monumento si presenta a tre navate, con copertura a capriate e controsoffitto a cassettoni; le navate partite da un colonnato massiccio che sorreggono gli archi a tutto sesto aprendosi sulle navate laterali. Attualmente la parte absidale si eleva su due gradini nel cui centro è la mensa d’altare secondo la nuova liturgia. La facciata di sapore romanica possiede un unico portale d’ingresso sul quale in una lunetta scolpita vi è la Madonna col bambino, alla sua destra San Nicola e alla sua sinistra Santa Susanna.
CHIESA DI SANTO STEFANO

Sicuramente sorta intorno al 1500, l’edificio fu adibito da sempre a sede della confraternita; infatti, in essa sono riposte e conservate le statue dei misteri che processionalmente vengono utilizzati il periodo della Settimana Santa e precisamente il venerdì sera.
Questo edificio sacro fu ristrutturato nell’attuale forma nel 1828 per opera del padre spirituale della confraternita Don Leonardo Moccia, che fu anche quello che approntò una spesa significativa per le pregevoli statue in carta pesta dei Misteri.
All’interno dell’edificio vi erano altre significative opere pittoriche delle quali oggi rimane solo La deposizione di Gesù. In questa chiesa si ricorda la presenza di un Crocefisso ritenuto miracoloso, perché nel periodo dell’unità d’Italia trasudò sangue.
CHIESA DI SAN GIOVANNI

Vede il suo nascere intorno alla metà del 1500 come cappella annessa al vecchio ospedale, ora non più esistente. Il vecchio complesso adiacente la piazza principale ed attualmente posta al lato destro della colonna di Santa Susanna con il suo ingresso che guarda a nord.
L’interno è ad unica nave e contiene oggigiorno le statue molto venerate dei santi medici Cosimo e Damiano e di Sant’Antonio da Padova.
In occasione della Settimana Santa, in questa chiesa, viene depositata prima della processione la statua dell’Addolorata. La tradizione vuole che in questa chiesa sia nato il culto a Santa Susanna per volere di Carlo D’Angiò. La vecchia chiesa intitolata alla Santa era pericolante.
CHIESA E CONVENTO DEI PADRI CARMELITANI

Anche questo edificio religioso è sorto alla seconda metà del 1500 e si vuole sia stata la prima dimora dei padri Francescani. Dopo la soppressione degli assi ecclesiastici, voluta dal Governo nella prima decade del 1800, il complesso edilizio fu assegnato ai Padri Carmelitani del convento di Mesagne e da allora vi è stato sempre questo ordine monastico.
I Padri Carmelitani col tempo hanno ampliato il complesso facendolo divenire un riferimento culturale non solo per i cittadini torresi ma anche per i paesi viciniori; in esso, infatti, crearono: il Terzo ordine Carmelitano e un Liceo Linguistico ancora attivo.
La chiesa attualmente ad unica nave possiede una grammatica architettonica di tipo classicheggiante; infatti, due colonne ad alto rilievo ornano la facciata che si chiude in alta cimasa di coronamento raccordata alla balaustra con armoniose volute.
SAN PIETRO (O SANTA MARIA) DI CREPACORE

Il più bel monumento bizantino che la Puglia possiede è localizzato sulla provinciale per Mesagne a circa 4 Km., su un pianoro limitrofo ad un canalone, nel quale è attiva ancora oggi una polla d’acqua. L’edificio, annesso alla Masseria le Torri, fu edificato nell’VIII secolo con materiale isodomico che gli conferisce l’aspetto di una fortezza. I materiali con cui fu costruito provengono da altri edifici messapici. Il complesso è arricchito all’interno con colonne di marmo del periodo romano e insiste su un’area archeologica fortemente documentata da resti di grande interesse. Tra i materiali venuti alla luce vi è una fiala vitrea romana, un pugnale ferreo, monete e resti ossei dell’annesso cimitero.
La pianta dell’edificio attuale è a tre navate, la centrale composta dallo spazio di due cupole in asse a Tholos di tipo orientale, due navatelle coperte con volte a botte affiancano la navata centrale. Edificio non comune, da poco reso fruibile grazie ad uno splendido restauro operato dalla Soprintendenza Archeologica di Taranto.
Un meraviglioso ciclo di affreschi, purtroppo mutili, lo adorna all’interno evidenziando una frequentazione che va dall’VIII al XIV secolo. Purtroppo, però, dello splendido apparato iconografico rimane solo quanto basta per farci capire la bellezza del ciclo pittorico. Nel catino absidale è affrescato il Cristo benedicente con i dodici apostoli, evidente è San Pietro e l’anonima figura del committente. Altri cicli pittorici sulle pareti ci fanno capire i diversi periodi in cui sono stati dipinti, per ultimo quello del XIII secolo. PER VISITE GUIDATE E INFO PROLOCO (TEL. 0831.746410 – CELL. 338.4919570). FOR ENGLISH-SPEAKING PEOPLE, PLEASE CALL 0831.746410 – 338.4919570.

FRANTOI IPOGEI

A legare la cittadina all’antica cultura della coltivazione dell’olivo ed alla sua trasformazione, Torre Santa Susanna mostra i suoi siti archeologici medievali quali sono le testimonianze dei frantoi ipogei.
Dei molti frantoi che la cittadina possedeva ne sono solo sopravvissuti cinque: uno in Piazza Umberto I, uno in Largo Moccia, due in Via Latiano e uno in Piazza Matteotti.
Visitando queste strutture si ricava proprio l’importanza che queste opere ebbero nell’economia cittadina. La necessità di salvare e rendere fruibili queste testimonianze oggi è affidata all’Amministrazione Comunale che si è attivata per questo.
CASTELLO

Uno degli edifici più rilevanti dell’architettura è il castello, la cui costruzione ebbe origine nel secolo XVI. A questo periodo appartiene solo la parte del prospetto poiché la costruzione che, doveva essere quadrangolare, non fu mai completata. La struttura riveste tutte le caratteristiche di una casa gentilizia, che nella sua semplice e lineare architettura è di un’imponenza unica.
Nel XVII secolo i proprietari divennero i conti Filo, di origine napoletana, che lo adattarono e lo sistemarono secondo le loro bisogna, aggiungendo nella parte alta merli rettangolari come parte di coronamento, acquisendo così in questo periodo l’aspetto di un castello.
L’edificio è ornato da un portale bugnato attraverso il quale si accede al vasto cortile e tramite una scalinata si arriva al piano nobile.
All’interno della struttura, posta affianco del portale d’ingresso, vi è la cappella privata, come era in uso nelle case patrizie. Fu abitata dai conti Filo sino ad un certo periodo dell’ottocento, epoca questa del loro trasferimento in Roma. Oggi la proprietà è pervenuta alla famiglia D’Ippolito di Latiano e successivamente alla famiglia Trinchera di Torre Santa Susanna.