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IL PRONTO SOCCORSO DEL “PERRINO” DI BRINDISI UN ESEMPIO DI MALASANITA’

IL PRONTO SOCCORSO DEL “PERRINO” DI BRINDISI UN ESEMPIO DI MALASANITA’
Fonte: Brindisi Time
Ecco cosa scrive un cittadino di Mesagne sulla sua pagina facebook:
Perché parlano male del Perrino? Mia suocera si è sentita male alle 8 di stamattina, abbiamo chiamato il 118 che è arrivato prontamente. Dopo i primi accertamenti e la pressione a 200 (è ipertesa con problemi cardiaci) ci consigliano di portarla in ospedale per ulteriori accertamenti che alle 10 e 30 erano stati tutti effettuati: celeri, professionali ed efficienti…perché parlano male del Perrino? Unica nota stonata bisognava aspettare le 13 per una consulenza cardiaca…pazienza, si dovrà aspettare solo un paio d’ore. Alle 15 ho chiesto del perché del ritardo: tra un’infermiere gentile ed una OSS un po’ scorbutica (bisogna capirli perché nel frattempo il Pronto Soccorso è diventato un girone Dantesco) nessuno sapeva niente di questa consulenza, neanche il nuovo medico subentrato. Allora cosa stiamo aspettando? Intanto mia suocera si è agitata e la pressione è arrivata a 210, siamo al punto di partenza…le fanno una flebo e si abbassa a 170. Poi abbassa nuovamente ed aspettiamo…ma cosa? Siamo intanto arrivati alle 17 e 30 e nulla si muove…comincio ad agitarmi e mi sento male anch’io…Dopo le mie richieste/proteste hanno deciso di farle la consulenza cardiologica. La situazione generale è sempre più critica: gente sofferente, qualcuno mi chiede l’ora, un’altro mi chiede da bere, di un’altro che ha l’Alzheimer devo evitare con prontezza gli sputi sul pavimento…socializzo con più di qualcuno…uno mi chiede perché la moglie non risponde al telefono…ma lui non ha telefono, la chiama a voce alta. Una signora con il femore rotto aspetta sulla barella sofferente da 10 ore, mi chiede di aiutarla e mi sento piccolo perché non posso fare niente. Un’altro mi scambia per un infermiere ed inveisce contro di me, cwrco di tranquillizzarlo. Un anziano mi dice che si trova lì perché non dorme da tre notti ed ha mal di testa, mi racconta tutta la sua vita e mi dice che ha una figlia sposata a Mesagne…anche di lui si sono dimenticati, è un po’ terrorizzato dall’ambiente e mi chiede se può andare al bagno…cwrco di rassicurare anche lui. Intanto non sanno più dove mettere le barelle…ne conto circa 40 accatastate e naturalmente “covid free” aspettiamo ed il tempo trascorre…qualcuno passa avanti con la raccomandazione dell’addetto alla portineria o dell’infermiera…ma siamo abituati a questo, non ci scandalizziamo più e neanche protestiamo si perderebbe più tempo inutilmente.. Siamo arrivati alle 19 e finalmente mandano mia suocera in reparto per la consulenza ma, dopo un quarto d’ora la rispediscono al Pronto soccorso perché è arrivata un’altra urgenza. Adesso tutto è immobile sono trascorse quasi 12 ore e non si intravedono spiragli…tutto è pronto per le dimissioni, mia suocera sta meglio per fortuna…ma c’è da aspettare, appena altre 4 ore. Allo scoccare della mezzanotte, dopo appena 16 ore posso andarmene ma bisogna aspettare qualcuno disponibile a portare la barella…faccio tutto da solo ed una volta fuori chiedo ad un infermiere di aiutarmi per farla scendere, ma è troppo impegnato…al telefono. Prendo mia suocera in braccio e vado via verso la ritrovata libertà…spero di non ritornarci!
POVERI NOI forse adesso comincio a capire perché parlano male del Perrino!