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La costruzione del depuratore consortile di Manduria e Sava nella zona mare di Urmo-Belsito si farà, cade l’ultima speranza

La costruzione del depuratore consortile di Manduria e Sava nella zona mare di Urmo-Belsito si farà, cade l’ultima speranza
Insoddisfazione dei difensori degli ambientalisti
Fonte La Voce di Manduria
Era l’ultima speranza per molti ambientalisti e per i residenti di zona Urmo-Belsito che da anni si oppongono con tute le forze e on ogni mezzo alla costruzione del depuratore consortile di Manduria e Sava. Ieri la doccia fredda da Bari: ricorso respinto con compensazione delle spese. Il comune di Manduria si era costituito contro le speranze dei ricorrenti al fianco di Regione Puglia e Acquedotto Pugliese.
Il Tar di Bari ha respinto il ricorso che il Comune di Avetrana e i componenti di un comitato ambientalista avetranese e manduriano, avevano presentato per fermare i lavori del depuratore consortile di Manduria e Sava. Il ricorso mirava in particolare all’annullamento delle autorizzazioni che il comune di Manduria ha concesso all’Acquedotto pugliese e l’invalidazione di tutte le concessioni di valutazione ambientali rilasciate dalla competente sezione della Regione Puglia. La decisione del tribunale amministrativo barese pubblicata ieri cancella le ultime speranze di tanti che si oppongono all’opera e che speravano in un esito differente di questo ricorso in extremis alla giustizia dopo numerose mobilitazioni di massa e interessamenti della politica e del mondo dello spettacolo. Il ricorso curato per il comune di Avetrana dall’avvocato Gianluigi Manelli e per il comitato ambientalista dagli avvocati Cosimo Manca e Pietro Nicolardi, chiamava in causa, oltre al Comune di Manduria incaricato a difenderlo l’avvocato Gianluigi Pellegrino, la Regione Puglia e l’Acquedotto pugliese. Questi ultimi li difendevano gli avvocati Tiziana Teresa Colelli, Carmela Capobianco e Ernesto Sticchi Damiani.
L’impugnazione fondava le sue ragioni sulla presunta nullità della proroga della Valutazione dell’Impatto Ambientale dovuta dalla sopravvenuta adozione del piano territoriale paesaggistico. Secondo i ricorrenti questo avrebbe imposto la ripetizione di tutte le procedure per riottenere una nuova V.I.A. e non la mera proroga della stessa dal momento che nel frattempo era subentrata una significativa modifica del progetto relativamente alla destinazione finale delle acque reflue depurate che anziché essere scaricate a mare, come il progetto iniziale, verrebbero riutilizzate a fini irrigui e civili e smaltite in minima parte sul suolo. I giudici non sono entrati nel merito di questo aspetto, fondamentale per i ricorrenti, limitandosi a trattare la controversia sotto l’aspetto della sola legittimità ritenendo ad esempio non legittimo per carenza di interesse diretto il comune di Avetrana (che si era accodato in un secondo tempo al ricorso presentato dai cittadini), in quanto solo confinante con il territorio occupato di proprietà del comune di Manduria. Non legittimati neanche due ex consiglieri comunali presenti tra i ricorrenti perché attualmente non più in carica.
Difetterebbero «in radice», invece i motivi di opposizione dei ricorrenti principali (i componenti del comitato ambientalista) che puntavano sul futuro danno ambientale di un impianto così impattante situato a poche decine di metri dalle abitazioni e in un’area confinante con territori ambientalmente protetti. «Nel caso di specie, tuttavia – si legge nella sentenza -, a difettare in radice è la possibilità di presumere, in assenza di contrarie allegazioni, che la realizzazione di un impianto di depurazione in un’area fino ad ora sfornitane e per tal ragione oggetto d’infrazione da parte della Commissione europea per il conseguente degrado ambientale, possa essere potenzialmente inquinante e degradante». Chiaramente insoddisfatti i legali degli ambientalisti che dai giudici sparavano in una risposta all’argomento perno del ricorso, vale a dire quello sulla validità del rinnovo di una Valutazione ambientale rilasciata su un progetto radicalmente modificato.
Nazareno Dinoi