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Le indagini sul delitto del giovane Paolo Stasi prendono un nuovo indirizzo: la droga dietro il delitto e le dichiarazioni choc della madre.

Le indagini sul delitto del giovane Paolo Stasi prendono un nuovo indirizzo: la droga dietro il delitto e le dichiarazioni choc della madre.


Fonte : La Voce di Manduria
Ci sarebbe un traffico di droga e forse una partita non pagata dietro l’omicidio di Paolo Stasi, il diciannovenne di Francavilla Fontana ucciso il 9 novembre scorso davanti casa. Di questa circostanza sarebbe stata a conoscenza anche la famiglia, in particolare la madre del ragazzo che quotidianamente, secondo quanto da lei stessa dichiarato, avrebbe ricevuto la sostanza stupefacente per il confezionamento e la detenzione, ma anche per farne uso.
Sarebbero queste le sconcertanti novità che emergono da quello che sembrava essere un giallo inspiegabile: l’uccisione a sangue freddo di un giovane apparentemente pulito, dalla vita senza ombre e di famiglia altrettanto integerrima. Da quello che emerge dagli atti investigativi, in questo caso l’ordinanza del tribunale del Riesame di Brindisi che ha respinto la richiesta di dissequestro dei soldi e della pistola trovata in casa di uno dei due indagati, la storia sarebbe tutt’altra.
Il giovane indagato, scrivono i giudici, avrebbe ceduto in modo continuativo sostanze stupefacenti a diverse persone «nella specie a D’Errico Annunziata», di 52 anni, madre della vittima, «nonché al figlio di quest’ultima Stasi Paolo». Questa ricostruzione confermerebbe che il movente del delitto sarebbe da ricercare in un regolamento di conti nel mondo dello spaccio, forse per una somma non pagata.
Le cessioni di droga a Stasi e a sua madre, si legge sempre nell’ordinanza, si sono «protratte per oltre un anno» ed hanno «avuto luogo con cadenza pressoché quotidiana, come emerso dal contenuto del verbale di sommarie informazioni rese al pubblico ministero da Annunziata D’Errico (la mamma della vittima, ndr) il 24 novembre 2022». Dagli atti emerge anche che a casa di Stasi «era stato custodito e confezionato, per la successiva cessione a terzi, lo stupefacente».
È di queste ore un altro particolare che getterebbe ancora ombre sulla famiglia del diciannovenne. Si tratta dell’orario dell’uccisone avvenuta per strada davanti la casa Stasi. De alcune indiscrezioni, per ora non confermate ma nemmeno smentite da chi indaga, l’attentato mortale sarebbe avvenuto circa 20 minuti prima che i genitori chiamassero il 118. E forse il ferito si sarebbe potuto salvare.