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NUOVA EDIZIONE DIZIONARIO DEVOTO – OLI a cura del Preside rof. Luigi Pranzo

NUOVA EDIZIONE DIZIONARIO DEVOTO – OLI

a cura del Preside rof. Luigi Pranzo

Sta per arrivare nelle nostre librerie l’edizione 2020 del nuovo Devoto-Oli, il celebre vocabolario della lingua italiana pubblicato dalla casa editrice Le Monnier.
La prima edizione risale al 1967, curata dal glottologo e linguista Giacomo Devoto scomparso nel 1974 e dal linguista Gian Carlo Oli, scomparso nel 1996. L’attuale edizione è curata ed aggiornata dal linguista Luca Serianni e da Biancamaria Gismondi caporedattrice della redazione lessicografica, la quale non ha mancato di parlare dell’impegno profuso nella realizzazione di questo lavoro, teso a rappresentare la lingua nel modo più completo e politicamente corretto. Anche l’accademico Serianni ha spiegato che è stata prestata grande attenzione ad una serie di cambiamenti sociali e culturali degli ultimi tre lustri: dalle questioni di genere alle discriminazioni razziali, dalle tematiche ambientali all’impatto della tecnologia sul nostro vivere quotidiano. In sostanza il nuovo dizionario delle lingua italiana si è arricchito di circa 600 neologismi, assorbendo parole straniere, particolarmente inglesi, ma anche plasmandosi al gergo tipico del web.
Vi troviamo il nuovo lemma “ Ciaone “, una forma di saluto che esprime ironia e scherno, che vuol dire tutto ma nello stesso tempo niente. Troviamo il termine “ Brexit “, le “ fake news “, il “ webete ” per indicare un avvelenatore del web e via di questo passo con tanti altri lemmi di ogni ambito della vita quotidiana: terrapiattismo ( credere che la terra sia piatta ) – revenge porn – fascistometro – antibufale – antivaccinista – antipatizzante – figaggine ( bellezza – dolcezza ) – trappista – detox ( dieta disintossicante ) – catfishing ( truffatore on line ) – ecoscetticismo – plastifera – climate change – plogging e a seguire un bel po’ di parole fondamentali per poter parlare in modo informato del Gay Pride e del mondo LGBT. Non mancano, quindi, Cisgender o cisessuale per parlare di una persona che si sente a proprio agio con il genere sessuale assegnato alla nascita. Transgender o transessuale per indicare una persona, la cui identità sessuale non corrisponde alla sua identità di genere. Poi troviamo il termine Queer che in inglese vuol dire strano, stravagante, termine usato per indicare una persona che non si identifica nelle principali categorie e si trova in disaccordo con le “ etichette “ in uso, non ritenendole complete per descrivere la complessità della propria identità sessuale. Ma tra le novità di cui sono particolarmente orgogliosi i curatori del dizionario c’è il termine “ famiglia “ cui si riconosce il concetto di nucleo sociale vivente nella stessa abitazione, i cui componenti sono legati da un rapporto di parentela o di affinità, come sancito dalla Costituzione. Ma in ossequio alla retorica LGBT il concetto di famiglia è ampliato con l’inserimento della locuzione “ famiglia arcobaleno “ formata da genitori dello stesso sesso o con “ famiglia di fatto “ formata da due persone non sposate e dagli eventuali figli. In sostanza, come spiega la caporedattrice Gismondi, è stato eliminato il concetto di “ famiglia “ uguale a “ prendere moglie “, come se la donna fosse un oggetto da acquistare. Non manca, infine, l’uso del genere femminile per indicare l’attività svolta da una donna: assessora – sindaca – carpentiera – avvocata e così via. C’è proprio di tutto, non manca niente. Pertanto questo dizionario non può mancare in casa, specialmente se ci sono studenti, perché esso è come una persona saggia, pronta a fugare ogni dubbio, a soddisfare la sete di conoscenza, ad arricchire il nostro lessico, a renderci partecipi dell’evoluzione della nostra lingua, specie se lasciato sul tavolo del soggiorno o in cucina e non in libreria.