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Prezzi del vino alle stelle, il Primitivo di Manduria più di tutti

Prezzi del vino alle stelle, il Primitivo di Manduria più di tutti
Fonte : La Voce Di Manduria
I prezzi di produzione del vino imbottigliato salgono alle stelle e ad aumentare di più sarà proprio il Primitivo di Manduria. E’ l’allarme lanciato dall’Unione italiana vini (Uiv) che ha analizzato le cause dei rincari a valere già dal prossimo anno.
Una mazzata per tutto il settore enoico di oltre un miliardo di euro che costringerà le imprese entro breve a rivedere i listini precedentemente accordati con distributori e importatori. Da Nord a Sud il quadro fornito dalle principali aziende socie Uiv è lo stesso.
Daniele Simoni, amministratore delegato di Schenk (50 milioni di bottiglie l’anno), ha dichiarato all’Ansa: «Saremo costretti a ricontrattare i listini già a partire dall’inizio del prossimo anno: alcune Doc, come il Primitivo di Manduria – dichiata l’imprenditore del vino -, si sono apprezzate fino al 50%, il Prosecco del 30%, ma anche in Toscana o in Piemonte i valori sono lievitati».
Secondo il segretario generale di Uiv, Paolo Castelletti, «I costi alle stelle riguardano tutto, dalle materie prime secche al prodotto, quindi dal vetro alle etichette, dai cartoni alle chiusure delle bottiglie, dai trasporti (con le tariffe per i container che sono lievitate del 400%) all’energia elettrica fino al prezzo medio del vino stesso, che complice una vendemmia a bassi volumi sale in diversi casi a +40% rispetto allo scorso anno».
«È del tutto evidente – ha aggiunto il segretario dell’associazione che rappresenta l’85% dell’export italiano del settore – che le imprese saranno costrette entro breve a rivedere i listini precedentemente accordati con distributori e importatori». Una partita le cui conseguenze non saranno semplici da gestire, perché rischia di stritolare le aziende più deboli con il pericolo di generare una pericolosa spirale al ribasso. 
Per questo il settore chiede massima attenzione da parte del governo nei prossimi provvedimenti di legge di Bilancio e delega fiscale, per assicurare misure di alleviamento dei costi fissi (tassazione sul lavoro ed energia) che possano sostenere il mondo produttivo e non mortificarne la competitività.