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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – IPOCRISIA ISTITUZIONALIZZATA a cura di Mons. Lucio Renna

IPOCRISIA ISTITUZIONALIZZATA
La storia umana non finisce di stupirci e, senza scrupolo da pusilli, scandalizzarci anche. Come si fa a celebrare il Natale di Cristo, con sfolgorio di luci, megacandele, riti scintillanti e segni di croce ripetuti fino all’eccesso, nel mentre che, gli stessi operatori di tali meraviglie rituali e devozionali, hanno in programma di continuare a uccidere centinaia di migliaia di vite umane? Come è possibile giungere alla richiesta di una tregua bellica, giusto il tempo di cantare Cristo, e poi continuare sacrilegamente a crocifiggerlo nelle vittime innocenti di una guerra pazza e brutale? Vergogna per il celebrante vistosamente paludato e per il tiranno di turno che si presenta al Verbo di Dio con occhi lucidi di commozione ipocrita e fa dei gesti sacrileghi con le mani (erano segni di croce?).
Purtroppo in queste festività natalizie si è verificato tutto questo, ampiamente ed empiamente diffuso attraverso i media. C’è veramente da restare sconvolti! I protagonisti di tali oscenità pietistiche, ma per niente umane, dovrebbero coprirsi il volto per la vergogna, invece di ostentare un pietismo religioso aureolato da cattiveria umana. L’adorare il Neonato divino, nutrendo rabbia e furia di guerra, significa inchiodare Cristo sempre di più sulla croce nei poveri cristi innocenti che vengono uccisi. Erode fece scempio di bambini dai due anni in giù; l’Erode moderno annulla ogni limite e ammazza chiunque capita nella traiettoria delle sue bombe, cieche e deflagranti
Non conosco i canti russi del Natale e non so quali ne siano le parole. Neppure so fino a che punto i celebranti siano coinvolti nelle furie belliche; ma lo sa bene colui che presiede i riti e coloro, tra i partecipanti, che continuano a spargere terrore, morte e distruzione in Ucraina e, perché non, anche in altre parti del mondo con protagonisti di fatti terrificanti appartenenti a diverse religioni. Insanabile contrasto tra furori bellici e riti religiosi! Chi ignora tale contrasto è, senza dubbio, colpevole di ipocrisia istituzionalizzata.
Con ciò non intendo dire che gli ipocriti siano solo i suindicati, perché costoro li ritroviamo dappertutto anche tra i cattolici che, durante le celebrazioni, annuiscono col capo alla Parola di Dio; ma ne sono realmente molto lontani, se non addirittura contrari nel pensiero e nella vita.
È sacrilego chi uccide in nome di Dio; è sacrilego chi, mentre fa culto a Dio, uccide gli innocenti. Nessuna giustificazione può accampare o pretendere chi sopprime gli altri. Sto pensando anche ai violenti che ammazzano mogli, fidanzate, amanti, mariti, anziani e bambini. La vita è il dono più grande che Dio fa a noi creature e nessuno può sostituirsi a Lui per togliercela. Quando poi a questo si aggiunge anche l’ipocrisia istituzionalizzata, allora sorge spontanea la considerazione secondo la quale le bestie, a volte, sono più umane degli esseri umani.
Anche durante le appena tramontate festività natalizie, i media ci hanno trasmesso notizie e scene di violenza, di guerra, di ferocia inaudita. Scene nelle quali si mescolava la bellezza del rito, con le brutture di guerre e violenze a danno di innocenti vittime, colpevoli solo di vivere in tempi e luoghi sbagliati. Intanto i carnefici – per usare un eufemismo – continuavano i loro giochi di morte senza alcun cenno di resipiscenza. Questo spiega il motivo del titolo a queste riflessioni: “Ipocrisia istituzionalizzata”, anche se mi rendo conto che è troppo blanda tale indicazione per i misfatti e i crimini contro l’umanità che si susseguono ininterrottamente.
Da non addetto ai lavori, mi chiedo il perché di tante atrocità e se coloro che si fregiano del titolo di “grandi del mondo” non possano fare di più o diversamente di quello che stanno facendo con la conseguenza sempre più nefasta di approfondire il dolore del mondo. Anche Papa Francesco sollecita a trovare vie d’uscita dal furore di guerre insane. Ma, ad oggi, la Sua voce non giunge agli orecchi e al cuore dei protagonisti del male che infetta, sempre più gravemente, creato e creature.

+ Lucio M. Renna
Vescovo Carmelitano