Menù principale

RITORNA AD ESSERE FUNZIONALE L’OSPEDALE DI MESAGNE?

Petizione popolare per l’Ospedale “San Camillo de Lellis”: riprogrammiamo il suo futuro
FONTE :Brundisium.net

Gli effetti della pandemia da Covid-19 sulla sanità pubblica del territorio della provincia di Brindisi hanno evidenziato la necessità di una nuova fase di programmazione, partendo da un migliore utilizzo delle strutture ospedaliere già esistenti e dalla primaria necessità di decongestionare l’ospedale Perrino di Brindisi.
Con questa petizione popolare, pertanto, si chiede alla Regione Puglia e, in particolare, al Dipartimento regionale della Salute, di riprogrammare il futuro dell’Ospedale “S. Camillo De Lellis” di Mesagne, rispondendo essenzialmente alla necessità di assicurare servizi assistenziali basilari e di sviluppare forme funzionali di prevenzione, anche attraverso il coinvolgimento della medicina di base.
In particolare, si chiede che nell’ospedale di Mesagne si realizzi quanto segue:
– Superare la definizione di PTA (Presidio Territoriale di Assistenza) e ridare all’Ospedale di Mesagne la dignità di struttura ospedaliera da configurare come continuità del Presidio ospedaliero “Perrino” (PO Perrino – Polo di Mesagne) con 60-80 posti letto organizzati per intensità di cura (area intensiva, sub-intensiva, degenza ordinaria, DH e lungodegenza riabilitativa) che utilizzi lo stesso codice dell’ospedale Perrino e che assicuri attività H24 per il Pronto Soccorso, per alcune aree specialistiche e per attività chirurgica a basso rischio. In questo modo il Polo di Mesagne potrà essere utilizzato come area di riserva per emergenze sanitarie (tipo Covid 19) in continuità con l’Ospedale “Perrino”;
– Istituire un pronto soccorso pediatrico, funzionante dalle 8 alle 20;
– Potenziare il servizio di radiologia, con l’impiego di un maggior numero di personale e, in particolare, di anestesisti;
– Rendere il PTA/ospedale di Mesagne un “centro provinciale di chirurgia a basso rischio”;
– Creare un centro di riabilitazione polivalente per post-acuti (cardio-polmonare, ortopedica, geriatrica, ecc.);
– Istituire un “punto rene” (centro dialisi) di cui avverte particolare necessità;
– Istituire un servizio di piccola traumatologia, con sala gessi aperta dalle 8 alle 20;
– Istituire un centro di coordinamento della rete di assistenza territoriale domiciliare;
– Creare un centro per la “Grande obesità e per la chirurgia bariatrica”;
– Nuovi ambulatori per visite specialistiche (in maniera tale da abbattere le liste di attesa);
– Creare un polo di promozione della salute, con particolare riferimento alla prevenzione, anche di patologie riferite all’inquinamento e allo stress da lavoro.