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San Pietro, tentativo di truffa ai danni di una donna: chiesti soldi per evitare arresto del figlio

San Pietro, tentativo di truffa ai danni di una donna: chiesti soldi per evitare arresto del figlio

Fonte : brindisireport.it

“Suo figlio è rimasto coinvolto in un gravissimo incidente: lui sta bene ma ha ucciso una persona, servono 5mila euro per evitare che venga arrestato, tra qualche minuto viene un mio collaboratore a casa per prendere i soldi”. E’ questa la telefonata che ha ricevuto una donna di San Pietro Vernotico il 4 novembre scorso. Si trattava di una truffa, non è andata a buon fine perché la donna, poco prima di consegnare i soldi, ha chiesto l’esibizione di un documento e il truffatore si è dileguato.

Del fatto è stata sporta regolare denuncia presso la locale stazione dei carabinieri e sono state avviate le indagini per l’individuazione dei truffatori, ma la stessa famiglia vuole rendere nota la vicenda per mettere in allarme i cittadini.

La donna presa di mira ha quattro figli, vive insieme al marito in un’abitazione a primo piano in una via molto frequentata del paese. Per due giorni di seguito si è recata al Postamat per prelevare perché per un malfunzionamento la prima volta non è riuscita a prendere i soldi. Si occupa anche dell’anziana madre e si reca in posta per riscuotere la sua pensione. Con ogni probabilità tutti i suoi spostamenti sono stati preventivamente monitorati.

“Alle 11.40 circa ho ricevuto una telefonata al fisso di casa, una voce maschile qualificandosi come avvocato (ha nominato un legale noto in paese, ndr) mi ha chiesto dove fosse mio marito perché doveva annunciare una notizia molto brutta che riguardava mio figlio. Ho risposto che si trovava al piano di sotto in garage e che non lo avrei chiamato per preservare la sua salute. Ho insistito affinché dicesse a me. Si è assicurato che stessi sola in casa, presa dal panico avevo anche dimenticato che in casa c’era l’idraulico. Mi ha detto che mio figlio aveva avuto un bruttissimo incidente, che stava bene ma che aveva ucciso una persona investendola”.

La donna ha dovuto sedersi per reggere la brutta notizia. L’interlocutore le ha detto che il figlio era in caserma e che stava per essere arrestato e che per evitare che finisse in prigione servivano 5mila euro.

“Mi ha detto che era stato mio figlio a suggerire di chiamare la sua famiglia, ho spiegato che mio figlio sa perfettamente che non abbiamo tutti quei soldi in casa e che mi sembrava strano che proprio lui avesse indicato noi. Ho chiesto perché non aveva chiamato lui, mi ha detto che avevano a disposizione solo una chiamata e che hanno preferito che chiamasse l’avvocato. Ho chiesto di passarmelo e mi ha detto che non si poteva. Un’altra voce ha risposto che dovevo sbrigarmi, che non potevo perdere tempo. Nel frattempo si sentivano sirene in sottofondo”.

Dopo tante insistenze è riuscita a convincerlo a farla parlare con il figlio: “Mi ha passato una persona che piangeva come i disperati chiedendomi aiuto. Intanto si sentivano sempre le sirene. A quel punto ho chiesto cosa dovevo fare e mi hanno detto che da lì a poco sarebbe passato un suo collaboratore a prendere tutti i soldi che avevo in casa. Per una serie di combinazioni avevo a disposizione circa 1500 euro, mi ha chiesto di contare le banconote”.

Nel frattempo il marito aveva fatto rientro. “Quella persona è rimasta con me al telefono per tutto il tempo, a un certo punto mi ha detto che il suo collaboratore stava suonando ma non rispondevo. Mi ha nominato la mia via e il numero civico, ho spiegato che il citofono era rotto, mi ha detto che dovevo uscire io per portare i soldi, ho risposto che avevo un problema al ginocchio e che non potevo fare le scale. Così il suo collaboratore è entrato in casa, aveva la mascherina. Io stavo contando i soldi, ero in panico per mio figlio. Ho chiesto un documento, mi ha risposto che era rimasto nella moto. Nel frattempo mio marito e l’idraulico, ignari del motivo per cui quell’uomo era lì, mi dicevano di non dare i soldi. L’uomo al telefono mi diceva che non dovevo perdere tempo ma non volevo dare i soldi senza un documento così ho proposto di fare una foto alla persona che avevo di fronte: a quel punto quella persona si è dileguata. L’uomo al telefono ha riattaccato”.

La vittima ha immediatamente chiamato il figlio scoprendo che era in buona salute e che non era stato coinvolto in alcun incidente. Così si è recata in caserma per sporgere denuncia.

“Non auguro a nessuno la paura provata quando mi è stato detto che dovevo ricevere una brutta notizia che riguardava mio figlio, sono certa che queste persone hanno studiato bene i miei spostamenti e preso qualche informazione, hanno nominato un avvocato noto in paese, non sapevano però che è un amico di famiglia. I carabinieri mi hanno consigliato di diffondere questa brutta esperienza per mettere in guardia i cittadini”.

I carabinieri da anni, ormai, hanno avviato campagne di sensibilizzazione contro le truffe agli anziani, una delle più diffuse è quella messa in atto nei confronti della donna sampietrana.