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Storia e Territorio. “Un grande avvenire dietro le spalle“

Storia e Territorio. “Un grande avvenire dietro le spalle“

a cura di Giuseppe  Cofano

A Torre Santa Susanna come in Puglia e come nel resto d’Italia si continua a dibattere sull’importanza della valorizzazione del nostro Territorio ripartendo dalla sua Storia. Tutte le forze politiche schierate sono, su questo argomento, straordinariamente unite. Fatto più unico che raro. Tutti verbalmente impegnati a ridar lustro ad una Storia che, da qui, non si è mai mossa. Ricoperta da spesse coltri di polvere oppure dall’oblio di coloro che la celebrano, a parole, ogni giorno ed ogni giorno la sotterrano sempre più non destinando vere risorse al suo recupero. Sarà per questo che rimaniamo sempre un passo indietro su tutto. Non vogliamo crescere. Marco Tullio Cicerone, una delle figure più eminenti della storia repubblicana di Roma ebbe a dire “Ignorare tutto quello che accadde prima che tu nascessi, equivale ad essere sempre fanciullo”.
Presupposto importante. Tutti dovremmo essere d’accordo sul significato da attribuire al Territorio. Io non partirei dal significato più ovvio di ‘ area definita e delimitata di porzioni di suolo ed acque’. La biologia ci offre uno spunto interessante, definendo, territoriale un organismoche difende un’area dalleintrusioni,di solito perpetrate da membri della sua stessa specie. Non ci si riferisce, però, ad invasioni di altri popoli che minano a toglierci identità oppure a flussi migratori incontrollati. È una allusione, invece, a noi stessi, figli di questo Territorio e della sua Storia che ci omologhiamo ad usi e costumi che non ci appartengono perdendo, anno dopo anno, un tassello della nostra identità.
Ogni tanto, soprattutto in periodo di elezioni, il ridare impulso al nostro Territorio fa capolino in ogni discorso salvo, poi, perderne le tracce. Il politico navigato parla alla pancia del suo elettorato cercando di dare le risposte ai temi che più assillano il proprio pubblico. I proclami nel creare posti di lavoro sono ormai quasi scomparsi dai discorsi, essendosi (quasi) tutti assuefatti alla sua atavica assenza (ci siamo mai chiesti veramente il perché il lavoro scarseggi) o perché, parlandone, prima o poi, bisognerebbe darne conto. Ed allora il far quadrato attorno al proprio Territorio e Storia ridiventa una opportunità politica e soprattutto economica ma mai declinata con un progetto strutturato.
Nelle mie frequenti e piacevoli conversazioni con chi, torrese, lo è da sempre questi fasti andati fanno sempre capolino nei racconti. La produzione di tabacco, l’olio, il vino, i prodotti ortofrutticoli, le cooperative e così via. Una testimonianza, forse inconsapevole, di questa ‘ grandeur’ scomparsa lo si ritrova nella segnaletica stradale! L’ho sempre notata da tanti anni prima che avessi la fortuna di venire ad abitare a Torre Santa Susanna. Sulla strada statale 16 Adriatica a Fasano prima dello svincolo per Pezze di Greco esiste un cartello che riporta le successive cittadine importanti come Ostuni, San Vito dei Normanni, Brindisi e…Torre Santa Susanna appunto. In nessuna altra segnaletica stradale si trova il nome di Torre Santa Susanna se non nei pressi del paese non certo a 70 km di distanza.
Bene, non vogliamo far sostituire questo ultimo cartello e scomparire, diluiti in un territorio più grande del nostro, il Salento. Il Salento che non sa, ancora, di aver bisogno di Torre come colonna mediana. È arrivato, dunque,di strutturarlo il futuro, partendo dal passato, nella convinzione che “Perdere il passato significa perdere il futuro”. Non aspettiamo che siano gli altri a farlo. Modelliamolo e strutturiamolo noi il nostro futuro incominciando a rimuovere le coltri di polvere che ricoprono tanti dei nostri palazzi e che ricoprono tante coscienze. Se mi sarà data ancora opportunità di scrivere, magari, nei miei prossimi articoli proverò a scrivere delle grandi opportunità che ci offre il nostro Territorio e la nostra Storia per decidere il nostro futuro, qui, a Torre Santa Susanna.