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Un anno di corona virus, più di tremila morti in Puglia Dati dell’Istituto superiore di Sanità

Un anno di corona virus, più di tremila morti in Puglia Dati dell’Istituto superiore di Sanità

Fonte Noi Notizie 31 Gennaio 2021

 

Di Francesco Santoro:

Sono 3092 le persone (il 3,6 per cento a livello nazionale) che hanno perso la vita in Puglia a causa del Covid dall’inizio della pandemia. È quanto emerge dal report dell’Istituto superiore di sanità sulle caratteristiche dei pazienti positivi morti in Italia. 524 decessi (l’1,5 per cento) si sono verificati nel corso della prima ondata e più precisamente tra marzo e maggio 2020; mentre nel periodo giugno-settembre, nella fase definita di “bassa incidenza”, il Coronavirus ha tolto la vita a 76 persone (4,1 per cento). Infine, tra ottobre e il 27 gennaio 2021 le morti cagionate dalla Sars-Cov-2 sono state 2.492, ovvero il 5,1 per cento. I dati di mortalità della terra degli ulivi sono in linea con quelli di Sicilia (3.290 vittime), Campania (3.770) e Liguria (3.212).

L’indagine dell’Iss «descrive le caratteristiche di 85.418 pazienti deceduti e positivi in Italia riportati dalla sorveglianza integrata Covid-19- si legge nel report-. I dati di sorveglianza sui decessi sono in continuo aggiornamento e consolidamento e necessitano di tempi per essere esplicate. Ogni Regione ha la propria organizzazione per l’aggiornamento e relativi tempi di esecuzione. Nel leggere quindi i dati per regione, bisogna tenere conto che i tempi di notifica, controllo, verifica e aggiornamento varia da Regione a Regione e da periodo a periodo; ciò può implicare variazioni (in aumento e/o in diminuzione) e differenze sia con i dati già pubblicati nei report precedenti, sia con i dati pubblicati dalla Protezione civile».

E ancora, «va inoltre considerato che le differenze regionali nella percentuale di decessi riportate in tabella non devono essere interpretate in termini di rischio- chiarisce l’Istituto superiore di sanità-. La letalità dipende infatti dal numero di infezioni avvenute in ciascuna regione in un arco temporale compatibile con l’eventuale osservazione dell’evento fatale. A questo proposito, occorre anche tener presente che la differenza tra il numero di infezioni e casi notificati può variare a livello regionale e nel corso del tempo in funzione di diverse strategie di accesso al test adottate durante l’epidemia, distorcendo così il confronto della letalità regionale».