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Un curioso caso di un manduriano: firma il ricorso in Cassazione ma non è avvocato ed è lo stesso imputato

Un curioso caso di un manduriano: firma il ricorso in Cassazione ma non è avvocato ed è lo stesso imputato
FONTE: La Voce Di Manduria
Manduriano firma il ricorso per la Cassazione ma è lui stesso l’imputato e non è nemmeno avvocato. Così il presidente della settima sezione penale della Corte suprema ha respinto l’istanza autoprodotta e depositata da un manduriano, C.S. di 37 anni, che chiedeva l’annullamento dell’ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Brescia emessa ad ottobre del 2021.
Rilevato che il ricorso è stato presentato personalmente dall’imputato e non da un difensore iscritto nell’albo speciale della Corte di cassazione, i giudici non solo hanno giudicato inammissibile il ricorso ma hanno condannato il manduriano al pagamento delle spese processuali e «in mancanza di elementi atti a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità – rincarano i giudici – al versamento della somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende».
Per poter patrocinare un ricorso alla Corte di Cassazione, non è sufficiente essere avvocati ma bisogna possedere i seguenti requisiti e superare un percorso non semplice.
Le modalità per l’iscrizione all’albo speciale dei patrocinanti presso le Giurisdizioni Superiori sono tre:
essere iscritto all’albo da almeno 8 anni, aver frequentato con lodevole profitto la Scuola Superiore dell’Avvocatura ed avere superato l’esame finale;
essere iscritto all’albo da almeno 5 anni (il che offre la possibilità di diventare avvocato patrocinante in Cassazione anche ai professionisti più giovani), aver superato uno specifico esame ed aver svolto un periodo di pratica di almeno 5 anni in uno studio che eserciti il patrocinio in Cassazione;
aver maturato dodici anni di anzianità (come prevedeva la vecchia norma) entro nove anni dall’entrata in vigore della Legge Professionale, senza l’obbligo di dover sostenere alcun esame.
La richiesta di iscrizione all’albo speciale dei cassazionisti deve, poi, essere indirizzata al Consiglio Nazionale Forense, dove un comitato composto da tre membri nominati dal Presidente del Consiglio Nazionale Forense (scelti tra i componenti del medesimo Consiglio) decideranno sull’ammissione.