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Vaccino anti Covid, la virologa : “Efficace anche contro la variante inglese

Vaccino anti Covid, la virologa : “Efficace anche contro la variante inglese”
Fonte : Brindisi Oggi 25 Dicembre 2020
Poseidone articolo
BRINDISI- ( Da Il Magazine) “I vaccini sono l’arma più potente contro l’emergenza sanitaria” parla così la virologa Maria Chironna, una dei maggiori esperti della nostra regione, professoressa dell’Università di Bari e responsabile del laboratorio Covid del Policlinico di Bari, che nell’ultimo anno segue con attenzione la diffusione e gli effetti del Covid . Lei, come altri suoi colleghi , sarà tra i primi operatori sanitari a vaccinarsi contro il Covid. Lo scorso 18 dicembre la Regione Puglia ha lanciato sul portale internet la campagna di vaccinazione contro il virus aprendo le prenotazioni a tutti coloro che sono impegnati nel settore sanitario, così come previsto dal Governo. La dottoressa Chironna quello stesso giorno ha pubblicato sul suo profilo facebook il modulo di adesione ed accettazione. Incitando tutti a vaccinarsi.

“Mi sono sempre battuta per promuovere la vaccinazione. C’è sempre qualche perplessità ma mi sembrava di fare una cosa giusta -spiega la Chironna- Mi sento una privilegiata perché io, come operatrice sanitaria, potrò vaccinarmi subito ma penso a tutte le altre persone a rischio, come gli anziani, in un momento così drammatico. Ma visto che mi è stata data la priorità è giusto dare l’esempio”. Da quando l’Unione Europea ha dato il via libera al vaccino Pfizer/Biontech si è aperto il dibattito sull’opportunità di immunizzarsi al virus e soprattutto su eventuali effetti collaterali che la dottoressa correttamente chiama eventi avversi. “Quando si parla di vaccini non si parla di effetti collaterali ma di eventi avversi. Gli effetti collaterali riguardano i farmaci e non i vaccini. Per eventi avversi si intende anche l’indolensimento del braccio quando viene inoculata la dose. Gli eventi avversi sono sovrapponibili ad altri vaccini e normalmente sono di entità lieve – spiega la dottoressa- In un caso su un milione si può verificare un evento grave. Dolenzia e febbricola sono accettabili. Ma gli scienziati hanno valutato tutto. E’ chiaro che c’è paura come se gli eventi avversi fossero tutti uguali: più severi, lievi e più gravi. Questi ultimi sono molto rari e sono stabiliti prima in questo modo possono essere gestiti adeguatamente”. Nel frattempo come se non bastasse proprio nelle ultime ore si è diffusa la notizia sulla mutazione del virus e l’arrivo di due soggetti infetti proprio nella nostra regione nei quali è stata individuata la cosiddetta variante. A questo punto è lecito chiedersi se il vaccino pronto per essere diffuso sia in grado di neutralizzare anche la variante del virus.

“ Al momento sulla base delle informazioni scientifiche e dai dati degli studi sulla caratterizzazione del virus è stato provato che il vaccino funziona anche sulla variante. Non ci sono elementi validi per sostenere il contrario- chiarisce la virologa, Maria Chironna- Le varianti del Sars-Cov 2 sono tante. Il virus cambia in continuazione per selezionare una progenie in grado di adattarsi all’ospite. In pratica tende ad accumulare mutazioni ma è meno virulento ma più facile a diffondersi. Abbiamo, infatti, elevato la sorveglianza. I dati confermano che la variante è più facilmente trasmissibile ma questo non vuol dire che determina quadri più severi della malattia. Non è più aggressivo bensì più contagioso, questa è la variabile. A mutare è la proteina Spike che consente al virus di diffondersi nelle cellule. Oggi è sotto studio l’RT, ossia l’indice di riproduzione del virus con le misure di contenimento. Prima si calcolava l’R0 , ossia l’indice di riproduzione del virus senza le misure di contenimento. Le varianti condizionano l’RT, la preoccupazione è che essendo maggiormente trasmissibile la curva possa aumentare anche dello 0.4 . Ecco perché se questa variante circola il virus può dare più infezione. Il vaccino, invece, è in grado di dare una risposta immunitaria e di neutralizzare la variante. C’è una grande attenzione a maggior ragione per l’anti Covid anche perché verrà somministrato ad una popolazione più ampia”. Nella provincia di Brindisi il vaccino anti Covid arriverà il 27 dicembre, giorno in cui cominceranno le prime vaccinazioni. La Asl di Brindisi è a lavoro per organizzare tutte le attività necessarie alle somministrazioni .

Il 27 dicembre presso la sede dell’ex Di Summa saranno vaccinati i primi 30 operatori sanitari, tra medici, infermieri ed oss che hanno aderito. Durante la somministrazione saranno adottati tutti i protocolli previsti con la presenza di un medico rianimatore e tutto quello che serve. Lo stoccaggio dei vaccini, che devono essere conservati a meno 80 gradi, sarà effettuato presso la farmacia dell’ospedale Perrino dove già c’è un frigorifero che può garantire queste temperature. La Asl con procedura d’urgenza ha acquistato altri frigo. Nello stesso tempo è stato acquistato un mezzo per il trasporto speciale dei vaccini e di altro materiale sanitario che arriverà il prossimo 24 dicembre. Anche l’ospedale Perrino sarà utilizzata come sede per la vaccinazione. Mettere in piedi l’intera procedura non è semplice soprattutto se si pensa in larga scala.

“Vaccinare una popolazione così vasta diventa un problema più che altro logistico. Bisogna organizzare il flusso di tante persone, il trasporto delle dosi che necessitano di frigo speciali. E dopo aver iniettato il vaccino bisogna monitorare il soggetto per almeno dieci , quindici minuti. Servirà del tempo per vaccinare tutti. Ma è necessario- conclude la dottoressa Chironna- Anche in presenza di mutazioni del virus, o meglio varianti basterà entrare nella piattaforma del vaccino ed inserire la variante. E’ un po’ come accade con il vaccino antinfluenzale, noi lo rifacciamo ogni anno perché il virus cambia e di conseguenza cambia anche il vaccino, altrimenti basterebbe fare una sola dose che sarebbe valida sempre”.

Come è fatto e come funziona il vaccino

Il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) è un vaccino destinato a prevenire la malattia da coronavirus 2019 (COVID-19) nei soggetti di età pari o superiore a 16 anni. Contiene una molecola denominata RNA messaggero (mRNA) con le istruzioni per produrre una proteina presente su SARSCoV-2, il virus responsabile di COVID-19. Il vaccino non contiene il virus e non può provocare la malattia.Viene somministrato in due iniezioni, solitamente nel muscolo della parte superiore del braccio, a distanza di almeno 21 giorni l’una dall’altra.

I virus SARS-CoV-2 infettano le persone utilizzando una proteina di superficie, denominata Spike, che agisce come una chiave permettendo l’accesso dei virus nelle cellule, in cui poi si possono riprodurre. Tutti i vaccini attualmente in studio sono stati messi a punto per indurre una risposta che blocca la proteina Spike e quindi impedisce l’infezione delle cellule. Il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) è fatto con molecole di acido ribonucleico messaggero (mRNA) che contengono le istruzioni perché le cellule della persona che si è vaccinata sintetizzino le proteine Spike. Nel vaccino le molecole di mRNA sono inserite in una microscopica vescicola lipidica che permette l’ingresso del mRNA nelle cellule. Una volta iniettato, l’mRNA viene assorbito nel citoplasma delle cellule e avvia la sintesi delle proteine Spike.

Le proteine prodotte stimolano il sistema immunitario a produrre anticorpi specifici. In chi si è vaccinato e viene esposto al contagio virale, gli anticorpi così prodotti bloccano le proteine Spike e ne impediscono l’ingresso nelle cellule.

La vaccinazione, inoltre, attiva anche le cellule T che preparano il sistema immunitario a rispondere a ulteriori esposizioni a SARS-CoV-2.

Il vaccino, quindi, non introduce nelle cellule di chi si vaccina il virus vero e proprio, ma solo l’informazione genetica che serve alla cellula per costruire copie della proteina Spike. Se, in un momento successivo, la persona vaccinata dovesse entrare nuovamente in contatto con il SARSCoV-2, il suo sistema immunitario riconoscerà il virus e sarà pronto a combatterlo.

L’mRNA del vaccino non resta nell’organismo ma si degrada poco dopo la vaccinazione.

La campagna di vaccinazione di svolgerà, così, in più fasi successive, i cittadini saranno invitati ad effettuare la vaccinazione in un ordine di priorità definito dal rischio per le persone di infettarsi e di sviluppare la malattia con conseguenze gravi.

Nella fase iniziale la vaccinazione sarà riservata al personale sanitario e al personale e agli ospiti delle residenze per anziani e le vaccinazioni saranno effettuate dal personale dei servizi vaccinali nei 286 ospedali definiti dal Piano nazionale di vaccinazione COVID-19. Lo stesso personale vaccinatore si recherà nelle residenze per anziani per la vaccinazione. La vaccinazione è gratuita per tutti.

Lucia Pezzuto per Il 7 Magazine