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“Vedi Napoli e poi canta”, il libro di Vincenzo Sparviero ( è vissuto per anni a Torre santa Susanna Il padre era responsabile Enel per il comune d Torre S.S.)sull’amore per il capoluogo partenopeo

“Vedi Napoli e poi canta”, il libro di Vincenzo Sparviero ( è vissuto per anni a Torre santa Susanna Il padre era responsabile Enel per il comune d Torre S.S.)sull’amore per il capoluogo partenopeo
di Caterina Rizzelli
Fonte : Corriere Salentino

Vincenzo Sparviero, originario di Oria, classe 1962, giornalista e scrittore pluripremiato, inviato speciale e capo servizio per la Gazzetta del Mezzogiorno. Innamorato – dai tempi della leva giornalistica- della canzone napoletana.
Il suo libro “ Vedi Napoli e poi canta” è la sua settima pubblicazione ed è acquistabile su Amazon e in alcune edicole di Lecce. L’autore definisce questo romanzo “un atto d’amore verso il capoluogo partenopeo, i suoi aneddoti e la musica vesuviana”.
Perché questo titolo?
Perché Napoli ha legato il suo nome alla tradizione della grande canzone napoletana. Libero Bovio, celebre poeta e autore dei testi di alcune tra le più belle canzoni napoletane, diceva: “Io song napoletano e se no canto…moro”. Basta solo questo per capire come i napoletani siano legati alla loro musica, che ha origini antichissime. Non avevo altra scelta: a Napoli si canta.
Ci sono spunti biografici?
“Vedi Napoli e poi canta”, il libro di Vincenzo Sparviero sull’amore per il capoluogo partenopeo – Corriere SalentinoDecisamente sì. Parto dalla mia permanenza a Napoli per il servizio militare, svolto nell’ufficio stampa dell’Esercito, lavorando in piazza Plebiscito. Da quel mio punto di osservazione particolare e privilegiato, ho colto tanti aspetti di una città ricca di contraddizioni, ma piena di umanità. Nel libro immagino che tutte le persone con cui entro in contatto mi raccontino aneddoti e curiosità sulla canzone napoletana. In realtà tutto è frutto dei miei studi e delle mie ricerche che ho voluto scrivere in forma narrativa, anche se ha nel contempo le caratteristiche del saggio perché non mancano tante informazioni sulla canzone napoletana (dalle origini ai giorni nostri) e sulle bellezze monumentali e paesaggistiche di una città che amo davvero tanto. Nel libro, poi, anche una delicata storia d’amore tutta da… scoprire.
Ci racconti una curiosità o qualche aneddoto narrato nel libro?
Nerone è stato uno dei primi cantanti napoletani. Sembra strano, ma è così. Per fare bella figura nella città della musica si sottopose persino a delle torture che gli avrebbero migliorato la voce. Federico II fu costretto a vietare le serenate notturne, talmente tante che in città non si riusciva più a dormire. Paul Mc Cartney tra le canzoni italiane conosceva soltanto “Chella là”. Infine, O sole mio, la più iconica canzone napoletana, è nata non a Napoli ma ad Odessa… chi lo avrebbe mai immaginato? Sono davvero tante le curiosità contenute nel mio libro: ve lo posso assicurare.
Hai scritto testi teatrali e anche diverse canzoni, tra cui alcune diventate famose ed eseguite da Al Bano. Il prossimo libro o la prossima canzone potresti dedicarli al Salento?
Da quando avevo 15 anni, scrivere è il mio mestiere. Farlo per … diletto (con i miei libri o con le canzoni) diciamo che è una grande passione. Vivo a Lecce da cinque anni, osservo tutto, chissà che non riesca a concretizzare qualche progetto sul Salento: un nuovo romanzo o altro, magari, all’ombra della colonna di Sant’Oronzo, del campanile del Duomo o dell’Obelisco. Gli spunti, anche da queste parti, non mancano di certo.