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VERSO LA FESTIVITÀ Messe da remoto e addio riti: così sarà la Pasqua pugliese

VERSO LA FESTIVITÀ Messe da remoto e addio riti: così sarà la Pasqua pugliese
Nuove strette in arrivo sulle seconde case. A Brindisi già fermato tutto
BEPI MARTELLOTTA

Addio alle messe in presenza, stop a tutti gli esercizi commerciali a partire dalle 19 e chiusura di supermercati e centri commerciali nel fine settimana di Pasqua per evitare gli assembramenti «dell’agnello». Sono alcune delle misure che i sindaci di tutta la Puglia hanno proposto al presidente dell’Anci, Domenico Vitto, e al presidente delle Province Stefano Minerva e che oggi saranno portate al tavolo convocato dal governatore Michele Emiliano per fare il punto sulle ulteriori restrizioni da adottare nella Puglia «rossa».
Una Pasqua blindata, dunque, persino più del 2020, visto l’andamento esponenziale dei contagi e soprattutto – come spiega bene il sindaco di Polignano – l’impossibilità di avere dati certi in tempo breve (le diagnosi dei tamponi attese dalle Asl) e la certezza, invece, di avere ormai gli ospedali stracolmi e un tasso di mortalità che non scende.
E allora, la morte e resurrezione di Gesù dovrà essere celebrata dai fedeli in remoto, mentre a tutti sarà vietato lo spostamento nelle seconde case nei giorni di Pasqua e Pasquetta. Occorrerà inoltre, spiega Vitto, favorire il più possibile il lavoro in smart working per i Tribunali (in particolare a Lecce si segnalano problemi di assembramento). Scatterà anche il divieto di asporto di cibi e bevande – per ora consentito – dopo le 18, ma con alcune deroghe organizzative: ad esempio, il consumo in modalità drive-in o tramite prenotazione a domicilio. Quanto ai cimiteri, andrà stabilita una regola generale visto che in alcuni casi -Taranto – sono stati già interdetti nei fine settimana, mentre in altri comuni non si registrano uguali problemi. «Bisogna fare sintesi» tra le esigenze di ciascun territorio, scandisce Vitto, mentre Emiliano prova a raccogliere anche dalle attività produttive (sindacati e associazioni datoriali) i pareri su come evitare il collasso ma anche l’impennata di contagi e morti.
I pronto soccorso sono intasati e le ambulanze – come racconta il sindaco di Cellamare Gianluca Vurchio, operatore sanitario – fanno le file per arrivare all’accettazione. Insomma, non è tempo di celebrare riti pubblici, a cominciare dalle tradizionali processioni di Taranto o Noicattaro, né di dare l’assalto agli scaffali per le tavolate pasquali. Non ci saranno i tradizionali riti della settimana santa, infatti, nel Brindisino: il comitato per l’ordine e la sicurezza provinciale ha già deciso che si celebreranno messe nelle chiese parrocchiali ma spostate in orari che consentano di rientrare a casa per le 22 (salvo ulteriori ordinanze regionali). E saranno intensificati i controlli a tappeto per strada, per evitare le «fughe» di Pasquetta o gli assembramenti fuori casa.
Nel frattempo, anche le mete turistiche (Alberobello) si attrezzano ristabilendo le chiusure nei fine settimana in coincidenza con la risalita dei contagi, come già accaduto. «La nostra preoccupazione ora – dice il sindaco Michele Longo – è rendere efficiente l’hub per i vaccini nel Centro Polivalente per anziani, in contrada Popoleto, diventato riferimento per Noci, Castellana e Locorotondo». Tutti pancia a terra, a lavorare per evitare che la Puglia rossa diventi viola.