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Xylella, 40 mln di quintali di legna da espianti finanziati da Piano da 300 mln

Xylella, 40 mln di quintali di legna da espianti finanziati da Piano da 300 mln

Coldiretti Puglia: subito caldaie a cippato in aree infette

Fonte :La Gazzetta del Mezzogiorno 17 Novembre 2020

 

 

Solo con gli espianti finanziati dal Piano per la rigenerazione olivicola da 300 milioni di euro si genereranno 4 milioni di quintali di legna, con il Salento che rischia di divenire una enorme legnaia se non saranno attivati tutti gli strumenti, anche attraverso accordi tra regioni limitrofe, per smaltire i ceppi legnosi e soprattutto con la realizzazione di caldaie a cippato nelle tre provincie di Lecce, Brindisi e Taranto su vaste aree utilizzabili al fine di smaltire la legna secca.

“Quando avranno il via libera tutte le aziende agricole che hanno presentato regolare domanda e sono state ammesse a finanziamento, l’espianto genererà milioni di quintali di legna che oggi già non riescono più a trovare mercato con i prezzi in caduta libera. Ad aggravare la situazione, i magazzini che normalmente comprano legna hanno bloccato l’acquisto di prodotto per eccesso di quantitativo sul mercato”, segnala con forza Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

“I ceppi di quello che resta degli ulivi secchi a causa della Xylella fastidiosa sono bucati e di qualità tale per cui non è immaginabile alcuna forma di riutilizzo. Bisogna attivare e finanziare ogni progetto utile a realizzare caldaie a cippato in vaste aree già disponibili per smaltire questa enorme mole di legna generata dagli espianti”, insiste Gianni Cantele, presidente di Coldiretti Lecce.

Tutto ciò – aggiunge la Coldiretti – anche attraverso interventi che permettano il ripristino e la nuova creazione di riforestazione al servizio degli operatori e dell’indotto turistico sull’area infetta da Xylella che in Puglia ha colpito 8mila chilometri quadrati di territorio. In questo modo sarà possibile mettere in atto una gestione forestale sostenibile e certificata di area vasta i cui attori potranno essere, se opportunamente incentivati, i consorzi forestali capaci di organizzare e coordinare le proprietà private, pubbliche nonché demaniali.