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XYLELLA, ZULLO:”L’UNICA AD ESSERE FERMA È LA PUGLIA, NON IL BATTERIO

XYLELLA, ZULLO:”L’UNICA AD ESSERE FERMA È LA PUGLIA, NON IL BATTERIO” –
Fonte: Corriere Salentino
“Per il presidente Emiliano, la xylella è ferma a Brindisi da sei anni. Ora delle due l’una: o Monopoli è in provincia di Brindisi o Emiliano pensa che il ruolo di presidente della Regione gli consenta di rappresentare una realtà edulcorata, nella convinzione che altri siano ciechi e sordi. A volte bisogna avere il pudore di ammettere i propri errori e questo deve riguardare anche chi, come Emiliano, si ritiene infallibile.” Scrive in una nota il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Ignazio Zullo.
“È surreale, infatti, che lui replichi su Facebook al giornalista Marco Cattaneo – direttore responsabile di «National Geographic Italia», «Le Scienze», «Mind» e «National Geographic Traveler» – che dal Salento, dove era in vacanza, risale verso Nord descrivendo la desertificazione subita da quel territorio da un batterio che è arrivato alle porte di Bari per l’irresponsabile gestione politica ed amministrativa, proprio di Emiliano. È vero, quando diventò per la prima volta presidente, la xylella era a Oria, nel brindisino, ma dopo sei anni non solo non è stata fermata ma avanza – e non solo verso nord, ma anche nelle province di Brindisi e Taranto – proprio perché all’inizio della sua legislatura Emiliano prima sposò le tesi dei negazionisti, dando sostegno a guarigioni magiche propagandate da pseudo ambientalisti e paranoie complottiste, mettendo in discussione autorità scientifiche. È stato Emiliano ad andare a Bruxelles per cercare di convincere la Commissione UE su come ‘certe misure derivanti dai trattati internazionali e dalle regole di quarantena fossero inutili ed eccessive’. Per non parlare poi del sostegno espresso all’inchiesta della magistratura leccese: l’ipotesi era che che a diffondere il batterio fossero stati gli stessi ricercatori che l’avevano scoperto.

Emiliano dapprima dichiarò che avrebbe valutato la costituzione di parte civile della Regione verso i dieci indagati – fra i quali scienziati dell’Università di Bari e l’ex commissario straordinario per l’emergenza Xylella, il generale del Corpo Forestale Giuseppe Silletti accusati, a vario titolo, di diffusione colposa della malattia, inquinamento ambientale e deturpamento delle bellezze naturali – e poi si eclissò come anche l’intera indagine chiusasi con un nulla di fatto. Naturalmente, senza non solo chiedere mai scusa ai diretti interessati e ai pugliesi, ma continuando a rappresentare una realtà non corrispondente ai fatti, né ha mai dato vita a un vero piano di rigenerazione del Salento, nonostante oltre tre anni fa gli europarlamentari Raffaele Fitto (FdI) e Paolo De Castro (Pd) gliene avessero proposto uno che aveva già avuto la benedizione dei commissari europei. Di vero c’è che ad essere ferma è la Puglia”.